Lo “strabismo” di Nicchi e il peso politico del nuovo Milan. Correa non vale 50 milioni e la cattedra inadatta di Mirabelli

29.08.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Lo “strabismo” di Nicchi e il peso politico del nuovo Milan. Correa non vale 50 milioni e la cattedra inadatta di Mirabelli

Marcello Nicchi, da arbitro, non ha mai avuto in simpatia il Milan. Qualche esponente del club berlusconiano ha sicuramente tra i suoi ricordi più amari un Samp-Milan datato 31 ottobre 1993 e finito 3 a 2. Mario Ielpo, schierato in porta in quell’occasione, di recente ha recuperato la memoria di quella sfida con un giudizio tranciante: “Non ci fu uno solo regolare dei tre gol subiti!”. Fabio Capello non rimase in silenzio e a fine partita firmò un’intemerata nei confronti del fischietto toscano. Adesso, passati molti anni, Marcello Nicchi è diventato presidente dell’Aia, l’associazione degli arbitri ma ha conservato nelle sue espressioni quel sapore acidulo quando gli capita di commentare episodi del Milan. Così dopo Udinese-Milan e quel fallo di mano di Samir derubricato dall’arbitro Pasqua, ha sostenuto: “Non era rigore, Samir ha toccato la palla con la spalla!”. Nicchi, come ha ricordato polemicamente il presidente della federcalcio Gabriele Gravina, è al terzo mandato consecutivo da presidente degli arbitri. La speranza del capo del calcio è che non si proponga per il quarto. Il nostro personale suggerimento è che Nicchi si rivolga a un oculista preparato poiché è stato l’unico, in Italia, a sostenere, pur disponendo di eloquenti immagini televisive, che Samir ha colpito con la spalla la palla e non col braccio.

Moltissimi utenti di Milannews e lettori de il Giornale mi hanno scritto in questi giorni sul mio unico account di Instagram, per chiedermi se questo ripetuto comportamento ostile degli arbitri nei confronti del Milan sia da attribuire allo scarso peso politico esercitato dalla nuova classe dirigente. La mia risposta è stata la seguente: può essere per via del cambio di management e penso anche che tra Gazidis, Scaroni, Maldini e Boban qualcuno dovrebbe avere l’onere di dedicarsi ai rapporti diplomatici con le istituzioni per ricostruire quel clima di rispetto che il Milan ha sempre goduto, al netto dei risultati deludenti che non hanno nulla a che vedere con l’operato degli arbitri.

Secondo gli ultimissimi aggiornamenti dal fronte mercato, l’arrivo di Correa dall’Atletico Madrid si sta allontanando. Spiegazione plausibile: gli spagnoli chiedono e pretendono una cifra che si aggira intorno ai 50 milioni, i milanisti offrono esattamente la metà. E, ad ascoltare alcuni addetti ai lavori, è questa la valutazione più attendibile dell’argentino. Ragion per cui rinunciare a Correa non sarebbe assolutamente vissuta come una sconfitta anche dai tifosi. Piuttosto sarebbe il caso di rivolgersi a qualche società che ha molti esuberi da piazzare e scegliere il più adatto possibile alle esigenze di Giampaolo. Per esempio, a Torino, fronte Juventus, c’è un certo Mandzukic, vice-campione del mondo, croato come Boban, che con Sarri è destinato a non giocare e a non entrare nella lista della Champions.

P.S.: Massimiliano Mirabelli è un tipo che non si tira mai indietro quando gli chiedono pareri e giudizi sul conto del suo ex datore di lavoro, il Milan. Di recente ha dichiarato: “Con gli investimenti fatti da Elliott, il Milan dovrebbe essere alla pari dell’Inter di Conte”. Considerato quel che ha speso il Milan di mister Li, investimenti pagati in parte dall’attuale azionista rossonero, senza raggiungere risultati soddisfacenti, forse sarebbe il caso di non salire in cattedra.