Locatelli il vero rimpianto del Milan. Oggi sarebbe utilissimo a Pioli. Siamo sicuri che cedere Calabria a 15 milioni sia una mossa giusta? Rilanciare il settore giovanile

20.08.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
© foto di Stefano Porta/PhotoViews
Locatelli il vero rimpianto del Milan. Oggi sarebbe utilissimo a Pioli. Siamo sicuri che cedere Calabria a 15 milioni sia una mossa giusta? Rilanciare il settore giovanile

Manuel Locatelli è un esponente proveniente dal settore giovanile del Milan, la vera ricchezza lasciata in eredità dall’era berlusconiana grazie al contributo decisivo di Mauro Bianchessi che da Donnarumma fino all’attaccante Colombo riuscì a creare un autentico tesoretto per la prima squadra. Locatelli è stato ceduto dal Milan al Sassuolo per una cifra che oggi parrebbe modesta, 18 milioni se la memoria non m’inganna. Fu ceduto perché giudicato, dallo staff tecnico dell’epoca e dal management dell’area tecnica, arrivato al punto massimo di rendimento. I fatti si sono incaricati di dimostrare esattamente il contrario. Il merito principale va ascritto all’allenatore Roberto De Zerbi che intuì i margini di miglioramento e nel giro di una stagione è riuscito a lavorarlo come sanno fare i maestri di calcio fino a lanciarlo in nazionale. Oggi uno come Locatelli risulterebbe utilissimo al Milan di Pioli che invece va alla ricerca di un centrocampista con quelle caratteristiche per dare il cambio a Kessiè e Bennacer, la coppia rivelazione della stagione post Covid. Il ragionamento su Locatelli è utile per affrontare due successive riflessioni. Una riferita ai piani di calcio-mercato che prevedono, se le cronache delle gazzette specializzate sono giuste, la cessione di Davide Calabria, altro esponente di quella fortunata nidiata che prevede Donnarumma oltre che Cutrone, nel frattempo passato alla Fiorentina. Uno come lui, a scuola da Ibra, sapete come migliorerebbe? Ho letto anche di una valutazione che si aggira sui 15 milioni.
 

Mi chiedo e chiedo agli utenti di milannews: siamo proprio sicuri che Calabria non serva nella stagione del doppio impegno tra campionato ed Europa league? E ancora: siamo sicuri che quella cifra eventualmente incassata possa migliorare il bilancio del club che nel frattempo ha raggiunto quota 100 milioni? A giudicare da un’altra decisione -trattenere Pobega appena rientrato dal Pordenone dopo un torneo dall’elevato rendimento- si può dedurre che nei confronti di Calabria viene esercitata una valutazione tecnica. E cioè la stessa che portò Locatelli al Sassuolo. Vedremo se il prossimo campionato confermerà questa valutazione. Dallo scenario appena descritto discende una seconda riflessione che riguarda il settore giovanile del Milan. Da sempre è stato il suo serbatoio di energie e di campioni che altrimenti sarebbe stato complicato e dispendioso reclutare. Nel passaggio da Berlusconi al misterioso cinese, quell’impalcatura è stata smantellata da Fassone e Mirabelli che avevano addirittura assunto Mario Beretta mandando a casa Mauro Bianchessi con una motivazione (“è un uomo del pelato”) che di calcistico non aveva assolutamente nulla. Adesso, con l’avvento di Maldini, a dirigere quel settore è stato chiamato Angelo Carbone, amico di Paolo. I risultati fin qui sono stati modesti. Certo: una rifondazione non si può giudicare da uno o due anni, specie ora che finalmente la primavera è stata promossa in serie A. Ma è evidente che c’è bisogno di un cambio di passo e di un rilancio dell’attività.