L’ultimo regalo di Berlusconi. Il Milan e quelle valutazioni misteriose: Gigio, il prezzo non è giusto. Facciamo chiarezza sulle cifre

30.06.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
L’ultimo regalo di Berlusconi. Il Milan e quelle valutazioni misteriose: Gigio, il prezzo non è giusto. Facciamo chiarezza sulle cifre

E vissero tutti felici e contenti. All’indomani dell’ufficializzazione dell’esclusione del Milan dalla prossima edizione dell’Europa League sembrano tutti soddisfatti. Sarò fatto male io, ma personalmente proprio non ci riesco. Per quanto mi riguarda questa è l’insostenibile pesantezza dell’essere…fuori dall’Europa. Per carità, ce ne sono di ragioni per ricominciare a respirare visto il fardello di incombenze soverchianti di cui il club di via Aldo Rossi si è liberato in riferimento alle angustianti questioni di fairplay finanziario per il doppio triennio 14-17 e 15-18. Ma non malceliamo il turbamento per il fatto che il Milan, uno dei club più titolati al mondo, secondo per Champions League vinte dietro solo all’inattaccabile Real Madrid, sia stato educatamente messo alla porta da quella che è sempre stata casa sua, l’Europa.
Si tratta di una cosa enorme. Pensate al clamore se al posto dei rossoneri ci fosse stato il Barcellona, o il Bayern Monaco, o il Liverpool. Ondate di furiosissimo sdegno avrebbero pervaso l’intera Europa pallonara. Qui invece sembra tutto normale.
La squalifica del Milan, per quanto pilotata dalla stessa dirigenza milanista dopo un serrato confronto con l’Uefa, rappresenta uno dei momenti più cupi e umilianti dell’ultracentenaria storia rossonera. E di tutto questo non possiamo che ringraziare gli ultimi anni di scellerata gestione di Silvio Berlusconi, sua figlia Barbara e l’amministratore delegato Galliani. Prima di tutto per aver scavato un cratere nel bilancio del club nel periodo suindicato, poi per aver venduto la società a quel personaggio mitologico di cui ormai fatichiamo perfino a ricordare il volto e che risponde al nome di Yonghong Li.

Premesso questo e con una grossa sofferenza che non tarderà ad deflagrare nuovamente il giorno dei sorteggi europei, proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno, cioè il fatto che almeno per quest’anno possiamo guardare al mercato senza sentirsi stritolare dalla morsa inesorabile di Nyon. Nei giorni scorsi siamo stati costretti a sorbirci le tante chiacchiere sulla presunta trattativa Donnarumma-Psg, a condizioni che nemmeno il più cinico degli strozzini avrebbe potuto riservare al club rossonero: Gigione valutato appena 50 milioni, in cambio 20 milioni cash più il cartellino di Areola (valutato quindi 30). Premesso che secondo il portale di riferimento trasfermarkt.com il portierone di Castellammare di Stabia vale più del triplo del collega franco-filippino (55 contro 17,5), e che con le cifre di cui si favoleggia gli unici a guadagnarne sarebbero Leonardo (e il Psg) e Raiola, è evidente che i conti non tornino.
Il Barcellona ha appena ufficializzato la cessione di Cillesen per 35 milioni, lo stesso ha fatto il Valencia che per Neto ha iscritto a bilancio 26 milioni più nove milioni di bonus.
E il classe ‘99 Donnarumma dovrebbe valere solo 50 milioni?
Neppure dodici mesi fa il ventisettenne Alisson è stato pagato dal Liverpool oltre 70 milioni (bonus compresi) e lo spagnolo Kepa, classe 1994 e appena 6 presenza con la maglia della nazionale spagnola, è stato acquistato dal Chelsea 80 milioni.
E il classe ’99 Donnarumma dovrebbe valere solo 50 milioni?
Stiamo parlando di uno dei portieri più forti al mondo già oggi, pronto a diventare il numero uno assoluto al massimo in un altro biennio. Difficile fare graduatorie, ma personalmente oggi ad un livello nettamente superiore rispetto a Gigio vedo solo Alisson, Handanovic e Oblak. Tutti gli altri, da Ter Stegen (90 mil) a De Gea (65 mil), passando per Courtois (55 mil), Ederson (70 mil) e Szczesny (35), stanno lì; con una maggiore esperienza, certo, ma anche con 4/5/6 anni in più.
Secondo gli esperti di mercato la ragione sarebbe da ricercare nel fatto che a Gigio siano rimasti solo due anni di contratto e non ci sia ancora trattativa per il rinnovo. Ora, premesso che due anni di contratto sono un’eternità per un calciatore, c’è da capire perchè ogni volta che è interessato a calciatori anche con un solo anno di contratto il Milan si veda abitualmente sbattere la porta in faccia alla richiesta di eventuali sconti, nel caso di Donnarumma invece bisogna accettare serenamente l’idea della "svendita".
A parte che Gigio non sembra avere alcuna intenzione di lasciare il Milan, è importante chiarire che il Milan può rassegnarsi e rinunciare ad una delle sue colonne portanti, ma il prezzo deve essere quello giusto. Lasciar partire un autentico fuoriclasse di appena 20 anni, già titolare della nazionale italiana e titolare da 4 anni di un club prestigioso come quello rossonero, un portiere capace di garantire almeno 10-15 punti a campionato, può forse essere un sacrificio necessario, ma che sia fatto alle condizioni migliori. Ad esempio Areola più 50 milioni cash. Ecco, su queste basi forse si può tornare a trattare con il Psg. Altrimenti si punti a vendere qualche altro rossonero e si blindi definitivamente Donnarumma.
Un’opzione che francamente mi farebbe felice: un numero uno in porta per tornare in fretta ad essere i numeri uno.