Maledette nullità

14.09.2018 00:00 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 39162 volte
Maledette nullità

La Nazionale non gira. Non vince, non segna, non corre, non lotta, il C.T. è in confusione. Quale notizia? Quale sorpresa? E' figlia di una FIGC commissariata dove si insultano Malagò e i suoi subcommissari, persone oneste e perbene che sono lì a vigilare e proporre, ma si scontrano alla fine con gli interessi di cortile dei soliti presidenti che fanno e disfano a modo loro. La Nazionale azzurra di calcio è figlia di una Lega, delle Leghe anzi, che a metà settembre avevano una serie B avviata zoppa, senza calendari di serie C, senza che avessero deciso quante quali come dove perché. E' figlia di un C.T. (che stimo, ma è figlio pure lui del caos ed è annebbiato) che straparla di giovani italiani che non giocano nelle loro squadre, poi tra Balotelli Immobile Belotti Zaza Insigne non ne fanno uno in 5. La personalità dei centrocampisti è quella di una scolaresca che attraversa la strada. La difesa funziona e quindi fuori Chiellini nella seconda delle 2 partite. Schemi e idee di gioco, manco l'ombra. Abbiamo una Nazionale figlia di una (in)giustizia sportiva che se ne va in vacanza in agosto alla faccia della composizione dei campionati, delle questioni in sospeso, ma si interroga amletica sull'opportunità antiregolamentare di indossare una fascia da capitano in memoria di Astori - vicenda aberrante -, infine punisce il Chievo di 3 punti (3 punti!) per lo scambio con il Cesena - fallito - di un'ottantina (UN'OTTANTINA!) di presunti giocatori dal valore stragonfiato e che in 3 anni hanno giocato in tutto un'ora, sommando l'ottantina. Punisce il presidente Campedelli (che un'ideuzza sulle plusvalenze deve averla trasmessa anche alla società del suo cuore...), con un'inibizioncina di 3 mesi. 

La Nazionale italiana è figlia, dopo la splendida reggenza di Ventura in panchina e Tavecchio dietro alla scrivania, di un campionato di calcio che vive di televisione, ma che si può vedere praticamente solo in rete se la connessione è decente. Una tv da cui è sparita la serie B e dove per vedere le partite internazionali di questi giorni, bisognava ingaggiare un ispettore di Polizia e un segugio da tartufo. Il nostro calcio è in mano a maledette nullità. Senza idee, senza onestà intellettuale, senza vergogna. Nel frattempo i media si sono occupati a fondo della crisi del gol di Ronaldo e Icardi dopo 3 giornate e Higuain dopo 2. Un bel tema, un bell'argomento, se non fosse che non c'è niente da dire.

Si riparte da Cagliari-Milan per capire se la continuità dei rossoneri dopo l'ottimo girone di ritorno della passata stagione e le prime 2 giornate disputate quest'anno, è un bel punto di forza su cui costruire una stagione sorprendente, oppure se i blackout come nella mezzora finale di Napoli restano minacce incombenti, nella testa e nelle gambe. Sono ottimista perché credo la rosa sia composta da gente matura e affidata a uno staff tecnico e dirigenziale che sa leggere le situazioni. Non nascondo i rimpianti per André Silva: sarebbe servito anche solo numericamente, perché le punte sono solo 2, e magari sarebbe cresciuto come in queste prime uscite in Spagna e con il Portogallo. 

Vi lascio con la consueta digressione extracalcistica. Ho letto articoli e opinioni, ascoltato servizi e dibattiti, interrogato amici e soci che hanno attività, sulla questione della chiusura domenicale. Confesso che non ho ancora capito bene vantaggi e svantaggi e, ogni tanto su qualche tema può accadere, non mi sono fatto un'idea precisa, Non ci riesco proprio. Senza che si sconfini necessariamente nella faziosità politica che non mi interessa, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi. Buon weekend.