Mandzukic o Llorente, ecco l’esperienza che serve al Milan in attacco. Elliott deve capire che soltanto con i giovani non si vince

20.08.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Mandzukic o Llorente, ecco l’esperienza che serve al Milan in attacco. Elliott deve capire che soltanto con i giovani non si vince

Il fondo Elliott ha le idee chiare, a livello strategico ed economico, ma non ha la passione per il calcio, né la competenza tecnica per allestire una grande squadra. E’ vero che un anno fa ha salvato il Milan dalla disastrosa gestione economica e tecnica di Fassone e Mirabelli, perché sono stati loro e non il misterioso cinese ad acquistare strapagandoli giocatori che adesso nessuno vuole, da Andrè Silva a Biglia, ma anche Berlusconi nel 1986 salvò il Milan dal fallimento. Con la non piccola differenza che poi riuscì a rilanciarlo creando la squadra più forte in Italia, in Europa e nel mondo. Adesso, quindi, a un’estate di distanza, i tifosi rossoneri hanno il diritto di aspettarsi un Milan non soltanto salvato, ma rilanciato in classifica. E per avere un Milan più forte dell’anno scorso, in grado di arrivare almeno al quarto posto, perché questo è l’obiettivo più o meno nascosto, non bastano i tanti giovani acquistati fin qui. In attesa di conoscere il loro effettivo valore, perché un conto è giocare nell’Empoli e un altro nel Milan, è positivo il fatto che nessun nuovo acquisto si senta di passaggio, cioè più o meno in prestito, con diritto o obbligo di riscatto. Però, come aveva fatto notare Gattuso in tempi non sospetti, per rinforzare il Milan servono anche giocatori di esperienza, meglio ancora se internazionale, al di là dell’età. Ricordare che l’anno scorso il Milan aveva un’età media superiore soltanto alla Fiorentina è soltanto uno spettacolare autogol, perché la Fiorentina imbottita di giovani si è salvata all’ultima giornata. Ben vengano quindi i nuovi Leao e compagni, ma in campo e nello spogliatoio serve anche un leader capace di fare la voce grossa e di trascinare i più giovani nei momenti di difficoltà. E allora perché non pensare alla classica eccezione che conferma la regola, prendendo chi è più vicino alla fine che all’inizio della carriera? Il fondo Elliott lo scorso inverno ha bocciato l’acquisto di Ibrahimovic, già contattato da Leonardo, per motivi anagrafici e contrattuali. Molto più basso sarebbe, invece, l’ingaggio per Llorente, 34 anni come Cristiano Ronaldo, svincolato dal Tottenham e guarda caso richiesto da Conte. Uno come lui sarebbe la sponda ideale per Piatek e un buon maestro per Leao che crescerebbe con calma senza bruciarsi subito come il suo connazionale Andrè Silva. Ma anche Mandzukic, 33 anni, sarebbe perfetto per il giovane Milan di Giampaolo, e anzi dal punto di vista tattico sarebbe ancora più utile, perché potrebbe fare la seconda punta nel 4-3-1-2, oppure l’esterno di centrocampo come lo ha reinventato Allegri. Con un anno o al massimo due di contratto Llorente o Mandzukic farebbero la chioccia in campo e fuori, senza smentire o contraddire la filosofia di Elliott. Perché non va sottovalutato il fatto che sono entrambi grandi professionisti e uno come Maldini, che ha giocato fino a 40 anni, queste cose le capisce al volo.