Maresca, ancora tu? Speriamo di non vederti più. Milan, devi crescere in personalità negli scontri diretti. Gigio devastante: è tra i più forti al mondo

04.02.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Maresca, ancora tu? Speriamo di non vederti più. Milan, devi crescere in personalità negli scontri diretti. Gigio devastante: è tra i più forti al mondo

 Sarebbe bello poter leggere il referto dell’osservatore arbitrale sulla prestazione indecente del signor Maresca in Roma-Milan di ieri sera. Già perché il fischietto designato da Rizzoli per lo spareggio Champions League dell’Olimpico si è reso protagonista di due scelte clamorosamente errate e che hanno danneggiato il Milan. La prima è riguarda il mancato rigore per il fallo di Kolarov su Suso. Il serbo, una volta eluso dall’attaccante rossonero, va dritto sull’uomo spingendo con entrambe le mani l’avversario. È possibile che in quel momento, nella sala VAR, fossero a prendersi un caffè, perché è incredibile come Calvarese non abbia nemmeno chiamato all’on field review lo sceriffo Maresca. Poi, altro episodio che poteva cambiare la geografia della partita, è il mancato secondo giallo a Pellegrini. Netto il fallo del romanista, che già ammonito tira giù l’avversario da dietro. Maresca sembra andare con la mano verso il taschino, salvo poi ripensarci una volta accerchiato dai giocatori del Milan. Ma Maresca non ha mai avuto un grande feeling con i colori milanisti, fin dai tempi in cui arbitrava in Primavera. La società non può stare zitta e non può bastare il post su Instagram di Daniele Massaro. Serve una presa di posizione chiara, serva che Scaroni, Gazidis, Leonardo o Maldini si facciano sentire sia mediaticamente sia nelle sedi opportune, perché è l’ennesimo trattamento non omogeneo a cui viene sottoposto il Milan da inizio campionato. E, per cortesia, non mandate più Maresca ad arbitrare i rossoneri. Così, giusto per non lasciare nulla al caso.

Sulla partita dell’Olimpico va detto che il Milan è stato molto rinunciatario dal punto di vista della costruzione del gioco. I due esterni offensivi sono stati sacrificati a fare i laterali di centrocampo, con la diretta conseguenza di un Piatek lasciato da solo negli ultimi 20 metri a fare la guerra con Manolas e Fazio. Peccato perché nella partita in cui il Milan, passato in vantaggio, avrebbe potuto affossare la Roma, si è consegnato ai giallorossi e senza un sublime Gigio Donnarumma tra i pali, sarebbe uscito sconfitto dall’Olimpico. È un punto guadagnato, senza dubbio, ma ancora una volta in stagione, con l’Inter che perde in casa con il Bologna di Mihajlovic (complimenti Sinisa), non c’è stato il colpo che serviva. Consegnare le chiavi del gioco alla Roma ha dato ai giallorossi la possibilità di ritrovarsi e di rialzare la testa dopo il pesante 7-1 subito in coppa Italia dalla Fiorentina. In queste partite serve trovare un qualcosa in più a livello offensivo. È questo lo step che manca al Milan per rendersi ancora più competitivo per rimanere aggrappato alla lotta Champions League. Contro il Napoli in coppa Italia si sono visti degli sprazzi di buon calcio offensivo nei big match, all’Olimpico decisamente meno.

Gigio Donnarumma, a pochi chilometri dall’Olimpico, ha completato l’iter per diventare Papa, con quella che – probabilmente – è stata la sua prestazione migliore della carriera. Ha parato di tutto, anche i tentativi di autogol di Musacchio, ha fatto venire le crisi nervose a Dzeko e Schick e ha tenuto in piedi il Milan. È tornato, ormai da qualche mese, ad essere un super eroe tra i pali, un misto tra Benji Price e Ed Warner di Holly e Benji. Rende facili parate che non lo sono, ha avuto una crescita mostruosa nel gioco con i piedi e nella lettura delle situazioni e poi, cosa non da poco, è tornato ad incutere timore negli avversari. Lo sguardo è sempre carico, cattivo su ogni pallone, a dimostrazione di come il talento – se sereno e ben allenato – possa esprimersi al meglio.