Mercato: gol, punti, verità. Tifosi: il ghigno sul Milan. Gedda: arbitraggio irridente

19.01.2019 00:03 di Mauro Suma   Vedi letture
Mercato: gol, punti, verità. Tifosi: il ghigno sul Milan. Gedda: arbitraggio irridente

Dunque: con un cambio di proprietà il 21 luglio e il mercato anticipato che si chiude dopo pochi giorni, non c'è nessuna campagna acquisti e nessun giocatore-simbolo. In pochi giorni, si può fare solo quel che si trova e il Milan ha fatto quel che ha trovato. E cioè Higuain che tanto simbolo non era, visto che la Juventus aveva nelle settimane precedenti cercato invano di cederlo prima all'Inter e poi al Chelsea, e gli altri. Tra cui l'ottimo Bakayoko, il discreto Castillejo, il purtroppo involuto al momento Laxalt e un giovane talento come Caldara arrivato in rossonero come grande promessa del calcio italiano e calciatore azzurro a tutti gli effetti. Dopo tutto questo, il Milan resta in corsa per il quarto posto e in questo non è affatto indebolito se è vero come è vero che Roma e Lazio non hanno fatto acquisti di rilievo, mentre i rossoneri hanno aggiunto Paquetà alla loro rosa. Non sappiamo se Higuain vada via e se Piatek arriverà: ma se così fosse non ci sta affermare oggi che questo Higuain sia più forte di questo Piatek. Perchè se il Milan oggi non è quarto per distacco lo deve ai soli 3 punti conquistati, con tutto il rispetto, contro Empoli, Bologna e Frosinone. Gol del Pipita in queste tre partite: 0. Punti del Genoa contro Empoli, Bologna e Frosinone? 9 naturalmente. Gol di Piatek in queste 3 partite? 4 sui 5 segnati dal Genoa complessivamente. Non spendi 40 milioni per battere queste tre avversarie, certo, ma intanto, eventualmente, nel caso, parti da qui che poi vediamo il resto. Il Milan non ha affatto perso la partita di Gedda, ancor prima di scendere in campo. Lo dimostra quanto era accaduto a Doha nel dicembre 2016, dove il Milan era arrivato sconfitto dalla Roma, bloccato sul pari dall'Atalanta e lasciato a piedi dall'aereo. Avvicinamento pessimo, pochissime prospettive di mercato, ma rossoneri vittoriosi ai rigori. Lo stesso è accaduto a Gedda, quando Gattuso ha deciso di non dare notizie all'avversario sul motivo per cui Higuain non fosse in quella foto. E le ha date solo a fine gara. La squadra ha risentito così tanto di questo drammone, che pur priva di Biglia e Jack, di Mattia e del Pipita e dello stesso Suso, ha giocato appieno la partita e avrebbe meritato qualcosa di più del risultato finale, come i non milanisti e i non juventini riconoscono senza alcuna difficoltà. Da questo il Milan riparte, pur essendo conscio delle difficoltà imposte dall'Uefa che il presidente Scaroni, in nessuna delle conferenze stampa fatte da fine luglio in poi, si è mai nascosto. Solo che, piccolo particolare, della partita fa parte anche il Tas. Affrontato dalla società rossonera che avrebbe poi, "apprendiamo", spigoli interni fra le idee di mercato di Ivan Gazidis e quelle di Leonardo. Nella speranza che queste "certezze" non arrivino dallo stesso mondo nel quale Borini era dello Shenzhen (trattativa mai esistita), Calhanoglu del Lipsia (altra trattativa mai esistita) e Higuain alla cena d'addio (mai organizzata), ci prendiamo l'appunto. Non saremo certo noi a smentire, anche per non dare mangime a chi ci fa la caricatura del Mulino Bianco, ma abbiamo la fondata speranza che saranno i fatti a incaricarsi di farlo. Ah, a proposito: ieri Higuain ha fatto tutto l'allenamento in gruppo con la squadra. A Milanello, naturalmente.

 

Capiranno i tifosi rossoneri, da queste poche riflessioni, come il Milan sia ormai diventato soggetto da psicanalizzare. Prediche e paternali ad ogni ora del giorno e della notte, ovunque e comunque. Noi siamo piccoli e poco credibili, ma almeno fuori dal coro degli angeli e degli psicanalisti che amorevolmente, tra una bacchettata e l'altra, ci appioppano la loro verità sul Milan. E il fatto di essere soli ci dà una minima speranza di essere o letti o ascoltati. Eccoci allora: sostenetelo il vostro Milan, non lasciatelo in caduta libera nelle fauci di chi ha deciso di esercitarsi su di noi. Perchè è vero che un grande Club deve essere superiore, non deve sentirsi accerchiato e deve reagire sul campo senza troppe chiacchiere. Non vero: verissimo. Ma i predicozzi hanno davvero superato il livello di guardia, qualsiasi giocatore prima di venire al Milan è un prospetto interessante, ma appena viene accostato al Milan scatta furiosa e cattiva una corsa alla demolizione che vuol dire solo una cosa. E cioè che tutto questo poi arriva in campo. Il clima di sfida, di scherno e di sfiga che viene lanciato addosso al Milan ad ogni minuto certo che poi arriva in campo, sulla maglia, nelle partite. Al netto di ciascuna critica, di ogni sfogo e di qualsiasi visione che legittimamente ogni tifoso rossonero fa e ha in cuor suo, faccia prima di tutto una cosa. Butti entusiasmo, intensità e attaccamento sul suo Milan. Perchè il ghigno che hanno, oggi, nel "raccontare" il Milan rischia di far uscire la palla. E per noi quella palla è importante, per oggi e per il futuro. Difendetelo il vostro Milan, in tutti gli angoli dei social, in tutti i salotti con una tv accesa, in tutti i bar dove incontrate altri "ghignatori". Sappiamo perfettamente di venire da anni brutti, involuti, deludenti, anni duri, tanti anni. Ma adesso è questa la cosa che va fatta. Unica e sola.

 

Dall'esoterismo alle cose terrene. A Gedda ci sono state due partite: quella in cui fra Cutrone e i fuorigioco della Juve sono state usate due bandierine diverse, quella in cui fra Matuidi (ignorato, almeno salvando in parte le apparenze Lichtsteiner a Doha era stato graziato) e Kessie è stata fatta la prova del nove, quella in cui abbattere Conti in area di rigore è da regolamento. Una partita che abbiamo visto sotto i nostri occhi, nella realtà, quella in cui il non detto, il subliminale di Banti, come in tante altre occasioni e non certo solo contro il Milan, è presto spiegato: loro sono più forti, voi cosa volete. Non si arbitra così. Anzi questo non è proprio arbitraggio. Ma la cosa meravigliosa è stata la partita del giorno dopo: il pallone lanciato da Ronaldo contro il braccio di Zapata (ci aveva già provato Evra sul braccio di De Sciglio dalla stessa distanza a Doha ma Damato non abboccò) è diventato un rigore netto; così come la strana scossa avvertita dallo stesso Ronaldo per non essere stato nemmeno toccato da Paquetà, è diventata a sua volta non una simulazione artistica e forse già vista da qualche parte ma un rigore siderale. Per non parlare degli screen shot che, spostando Cutrone in avanti, lo "mettevano" in fuorigioco. Da scompisciarsi dalle risate. Cosa che hanno fatto anche Pjanic che più che ai social dovrebbe pensare al suo allenatore che ne gradisce sempre meno gioco e atteggiamento e l'arbitro Szczesny che al momento della traversa di Cutrone se c'era dormiva. Super intelligenze dopo la Super coppa.