Mercato Milan: per completare l’opera adesso serve un difensore (Milenkovic). Elliott, non solo Maldini, merita applausi

03.09.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Mercato Milan: per completare l’opera adesso serve un difensore (Milenkovic). Elliott, non solo Maldini, merita applausi

Paolo Maldini è reduce da giorni frenetici ed esaltanti. Gli è riuscita una sequenza straordinaria: prima Ibra, poi il colpaccio a sorpresa di Tonali, quindi l’arrivo di Brahim Diaz (per sorvolare sul ritorno di Bakayoko) che viene considerata la scommessa più esaltante per la prossima stagione. Dopo un breve apprendistato, l’ex capitano ha incassato i complimenti dei tifosi (e conoscendolo non lo hanno certo lusingato) ma soprattutto di numerosi addetti ai lavori, gli stessi che avevano espresso perplessità sul suo ruolo privo di qualunque scuola soltanto un anno prima. Sono cose che capitano nel calcio italiano e non solo. Nella sua intervista a Sky, Maldini ha avuto il merito di segnalare un paio di aspetti che sono passati sotto silenzio fin qui: 1) la difficoltà nello strappare il sì di Raiola per la conferma di Ibrahimovic; 2) la riduzione del monte-ingaggi che è una delle missioni dichiarate di Gazidis. A questo punto viene la parte più difficile per Maldini e Massara, il silenzioso ds che sembra diventato un partner affidabile oltre che utile alla causa a dispetto di qualche voce ingenerosa messa in circolo nelle settimane passate.

Già perché la squadra che sta nascendo sotto gli occhi di Pioli ha bisogno adesso di essere completata. E perché questo avvenga, poiché non ci sono risorse infinite a disposizione, bisogna fare delle scelte. Sempre in queste ore ha tenuto banco, specie presso i social, la voce dell’interesse montato nei confronti di Federico Chiesa. Commisso, nello smentire decisamente la traccia (“nessuna richiesta è arrivata”) ha anche fatto la cifra per sacrificare il gioiellino viola: 70 milioni. Condizioni impraticabili per qualunque club del calcio italiano, Milan compreso. E qui bisognerà aprire una parentesi dedicata a Elliott.

Fino a ieri l’altro, l’azionista ha ricevuto più critiche che complimenti, più stroncature che riconoscimenti pubblici per aver speso una cospicua fortuna (quasi 600 milioni fin qui) togliendo il club dalle mani di carta pesta dei cinesi e provando a rilanciare il brand attraverso una serie di scelte non sempre felici (Leonardo in primis). Il merito principale di Elliott è stato quello di aver assecondato il piano contro-rivoluzionario (rinuncia a Rangnick, conferma di Maldini e Pioli) patrocinato da Gazidis che ha dato vita -merito assoluto- a un clima di grande unità operativa e filosofica che fu il grande pregio del Milan berlusconiano. Elliott ha fatto di più, molto di più: ha allargato la borsa per soddisfare Ibra (Raiola), per dare credito all’assalto di Tonali deciso da Maldini in tempo utile e quindi per rendere il mercato rossonero molto competitivo. Ora viene la parte difficile dell’impresa. Per completare il puzzle della rosa bisogna fare scelte: zero interesse per Chiesa e puntellare invece la difesa tentando di convincere Comisso a cedere Milenkovic. La Fiorentina se non incassa soldi per Chiesa deve puntare su qualche altro per sistemare i conti. La difesa rossonera è l’altro reparto che ha bisogno di rinforzi: Musacchio viene considerato di scorta, Kjaer una mezza rivelazione ma non può essere il titolare inamovibile, c’è bisogno del serbo capace di giocare sia laterale che centrale in una difesa a 4 oltre che pronto a fare qualche gol di testa.