Mercato Milan: prima Ibra, poi tutto il resto. I “rientri” di Reina e Rodriguez un problema. Milenkovic è la prima richiesta di Pioli, Chiesa sarebbe la ciliegina

06.08.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Mercato Milan: prima Ibra, poi tutto il resto. I “rientri” di Reina e Rodriguez un problema. Milenkovic è la prima richiesta di Pioli, Chiesa sarebbe la ciliegina

Il piano del prossimo Milan è stato scritto, par di capire, in questi giorni. In ordine di tempo si comincia dal rinnovo di Ibra perché tutto è iniziato col suo arrivo a Milanello ed è giusto così, prima di passare al resto della rosa. Per fortuna del bilancio un bel risparmio è stato ottenuto con il riscatto di Suso (24 milioni) e con la rescissione del contratto di Giampaolo e del suo staff ma bisogna iscrivere alla stessa voce contraria il ritorno di un paio di prestiti impegnativi come Reina (stipendio da 3,5 milioni netti, ultimo regalo dell’era Fassone-Mirabelli) e Rodriguez. Quest’ultimo, capitano della nazionale svizzera, potrebbe anche restare e fare da alternativa di qualità a Theo Hernandez se non dovesse concorrere per l’europeo e non avesse quindi la necessità di avere la garanzia di un posto da titolare. Al Milan, diciamo la verità, farebbe comodo per il doppio utilizzo anche da centrale visto che su Duarte non c’è da fare un grande affidamento.

Secondo capitolo: le cessioni. Ecco il fronte sul quale sarà misurato il lavoro di Maldini e Massara. Già: diciamoci la verità senza finzioni. Da Londra, nei mesi passati, quando si pensava che dopo il traumatico addio di Boban dovesse arrivare anche il divorzio da Paolo e dal ds Massara, alcune mancate cessioni erano state indicate come attività insoddisfacente della gestione dell’area tecnica. Con il mercato post Covid, le condizioni generali del sistema calcio italiano sono peggiorate di certo e quindi sarà complicato condurre a dama cessioni vantaggiose dal punto di vista finanziario. Inoltre il budget a disposizione non è quello ricco di 100 milioni ma molto meno: non supererà il 70-75 milioni.

Veniamo al punto decisivo dei rinforzi. Pioli ha dato indicazioni precise. Servono un difensore di grande rendimento (Milenkovic, 23 anni a ottobre, della Fiorentina, è particolarmente gradito), un paio di centrocampisti per dare il cambio alla coppia super-collaudata Kessiè-Bennacer e un attaccante da utilizzare nei tre dietro Ibra, possibilmente meglio di Castillejo che può maturare unitamente a Leao, l’altra grande missione assunta da Pioli a fine stagione. Qui la candidatura di Federico Chiesa sarebbe il massimo sempre che le valutazioni di Commisso non raggiungano vette stellari.

Non bisogna dar retta alle cifre sparate in questi giorni da siti, agenti e dirigenti interessati. Non si rendono conto della realtà modificata dal covid. Bisognerà avere pazienza e soprattutto il blocchetto degli assegni sempre a portata per riuscire a strappare il prezzo giusto. Faccio un esempio per far capire l’antifona a chi legge queste riflessioni. L’Udinese, questo raccontano le gazzette sportive, chiede la bellezza di 40 milioni per l’argentino De Paul che è un profilo tecnico molto interessante di centrocampista. Non credo che ci sia la fila dalle parti di Udine. E credo anche che specie dopo la retrocessione del club inglese, la famiglia Pozzo abbia qualche esigenza. Il 1 settembre aprirà il mercato ufficialmente a Rimini ma in vista dell’inizio del campionato, il 19 settembre, molte squadre dovranno far di conto e ridimensionare le pretese odierne.