Mercato Milan studiato a tavolino: giovani, titolo definitivo e contratti di 5 anni, ed ecco perché stranieri

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
07.08.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Mercato Milan studiato a tavolino: giovani, titolo definitivo e contratti di 5 anni, ed ecco perché stranieri

Il modo migliore per ricostruire un club di calcio è avere le idee chiare e fare scelte ben precise. Non importa se arriveranno critiche o alcune valutazioni non saranno condivise da tutti, l’importante è che alla base di un progetto ci sia una logica, un disegno accurato di come bisogna muoversi delle acque torbide del mercato. Ed è ciò che sta attuando la proprietà Elliott con i suoi dirigenti, che in prima persona stanno lavorando duramente per mettere le cose a posto dopo anni difficili. Maldini e Boban hanno alle spalle un club solido e vogliono fare di tutto per riportare il Milan al top, scegliendo giocatori funzionali per alzare la qualità della rosa, spesso con scelte sorprendenti che dimostrano anche conoscenza della materia.

I primi cinque acquisti della gestione Boban, Maldini e Massara hanno tutti la stessa matrice. Sono arrivati tutti elementi giovani, appartenenti alla fascia d’età tra i 20 e i 25 anni, sono stranieri e hanno sottoscritto tutti un contratto a titolo definitivo di durata quinquennale. Stop ai prestiti o soluzioni fantasiose che invece altri club italiani adottano per rimanere a galla, perché quando una proprietà è solida e sana, come quella americana del Milan, i soldi s’investono per far crescere la squadra e per dare una futuro al progetto tecnico. E senza fare ricorso ai bond come per altre squadre.

Elliott non vuole cedere la società ma ristrutturarla e rilanciarla nel medio-lungo periodo, in cui vedrà realizzato prima lo stadio e poi si penserà a un’eventuale cessione. E dopo aver parzialmente risolto il problema con l’Uefa (se ne riparlerà in Primavera), sta operando sul mercato con idee chiarissime. Hernandez, Krunic, Bennacer, Leao e Duarte non sono solamente acquisti funzionali al gioco che vuole applicare Giampaolo, ma sono studiati a tavolino anche dal punto di vista fiscale ed economico.

Il Milan ha investito quasi 90 milioni in cartellini per regalare 5 rinforzi a Giampaolo, ma grazie alla plusvalenza che ha ottenuto con la vendita di Patrick Cutrone ai Wolves, per 18 milioni più 4 di bonus, il Milan si è già “ripagato” questi cinque acquisti calcolando la quota d’ammortamento del primo anno di carico a bilancio dei nuovi arrivati, che si aggira proprio sui 20 milioni. Dunque ogni mossa viene calibrata nei minimi dettagli e nulla è lasciato all’improvvisazione, e su quest’aspetto è importante la consultazione costante tra Ivan Gazidis e la parte sportiva del club.  

Sugli acquisti dei giocatori stranieri c’è una spiegazione di natura fiscale, in quanto ci sarebbe un notevole risparmio nelle tasse. Infatti le nuove norme del Decreto Crescita prevede che per un giocatore che si trasferisce in Italia dal 1 luglio 2019, il Milan (o qualsiasi altro club di serie A) applichi le ritenute sull’imponibile ridotto del 50% più un contributo dello 0,5%. Praticamente se un giocatore guadagna 2 milioni netti, il lordo non sarebbe 3,7 milioni ma circa 2,55 milioni. Insomma un risparmio importante che in via Aldo Rossi hanno ben calcolato. La normativa entrerà a regime soltanto dal 2020. Di conseguenza, i primi sei mesi della stagione calcistica 2019/2020 ne rimarrebbero esclusi, ma in generale sono evidenti i benefici fiscali nell’assunzione di calciatori provenienti da un’esperienza almeno biennale di residenza all’estero.