Mercato Milan: via libera ai due acquisti dopo il terzo turno di UEL. Milenkovic non si muove, Bakayoko “rapito” da Leonardo. Kalulu e Diaz le scommesse

24.09.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Mercato Milan: via libera ai due acquisti dopo il terzo turno di UEL. Milenkovic non si muove, Bakayoko “rapito” da Leonardo. Kalulu e Diaz le scommesse

Nell’attesa della sfida con i norvegesi, è utile fare il punto sul mercato del Milan e fissare alcuni paletti nel racconto delle prossime settimane. La data decisiva è quella di giovedì 1 ottobre, appuntamento fissato in calendario per il terzo turno di Europa league (probabile Besiktas come rivale) che significa viaggio a Istanbul con l’unica fortuna di avere lo stadio vuoto altrimenti sarebbe stata una bolgia. Superato quel test, il Milan attuale avrà a disposizione la possibilità di concludere una/due operazioni di mercato senza “sforare” il budget messo a disposizione dall’azionista. Entrare nel girone di Europa league significa fare almeno 10 partite in più a stagione, con cadenze serrate: e la rosa deve essere più larga.

BAKAYOKO francese. Primo aggiornamento. È tutto vero: il signor Leonardo, ex dirigente del Milan, l’autore del famoso mercato (Piatek e Paquetà, operazione da oltre 75 milioni comprese le provvigioni agli agenti con esiti molto scarsi) è intervenuto nella trattativa con il centrocampista francese del Chelsea e ha offerto cifre superiori a quelle milaniste (5 milioni per il prestito, 40 per il riscatto). Il richiamo del PSG e di Parigi avrebbe provocato nel centrocampista il post pubblicato sui social con il richiamo al tempo che starebbe per scadere. Il suo arrivo a Milanello sarebbe stato un completamento perfetto del centrocampo, a questo punto o resta Krunic in versione tappabuchi, oppure si ricorrerà ad altra figura, tecnicamente inferiore a quella di Bakayoko.

MILENKOVIC ciao. La Fiorentina è decisa a resistere e a vincere la guerra di posizione con il Milan offrendo al difensore serbo il rinnovo del contratto aumentando lo stipendio in modo da non farlo partire a zero nel 2022. A questo punto Maldini e Massara hanno rinunciato alla rincorsa e hanno cominciato a battere altre strade. C’è una sola possibilità: che il serbo rinunci al rinnovo così spingendo Comisso a cederlo visto che su Chiesa non ci sono offerte. È evidente che si tratta di una priorità come lo stesso Maldini ha ripetuto più volte. E non soltanto perché Duarte è finito in quarantena ma perché l’attuale tris (Romagnoli, Kjaer e Gabbia) ha bisogno di essere rimpolpato.

SEGNALI DI GRANDE INTESA. Scorrendo le interviste rilasciate da Gazidis e Maldini (fonte: The Atlethic) e rilanciate nelle ultime ore dai diversi siti, si coglie il piccolo, elementare segreto che ha portato serenità e fiducia a casa Milan. È una lezione che viene da lontano. L’ad sud-africano l’ha enfatizzato parlando di comitato tecnico, si tratta in sintesi di una versione allargata di summit per le decisioni tecniche, con possibilità di esprimere pareri e giudizi agli uomini di Gazidis, Moncada innanzitutto, al rappresentante di Elliott poi oltre che a Maldini e Massara. Questo non significa andare d’amore e d’accordo su tutto ma significa avere una sola linea operativa, una sola anima, una sola strategia. Prima della rinuncia a Rangnick, a seconda dei risultati ottenuti, si registravano due voci, due commenti, due opinioni in contrasto.

KALULU e BRAHIM DIAZ. Noniostante i pochi minuti in cui hanno espresso le loro capacità, vorrei chiudere con un azzardo di pronostico. Questo Kalulu, ancora molto giovane e acerbo, mi piace e può rappresentare uno sviluppo interessante per il futuro. L’altro talento arrivato dal Real, Diaz, è uno innamorato del pallone e del dribbling, riceverà qualche richiamo da Pioli e da Ibrahimovic ma ha la stoffa per diventare un altro crak. Peccato che il Real l’abbia spedito in uno dei collegi più accreditati (dopo l’esperienza Theo Hernandez) in prestito.