Milan: adesso è una crisi senza via d’uscita. Gattuso è consapevole del prossimo esonero

27.12.2018 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Milan: adesso è una crisi senza via d’uscita. Gattuso è consapevole del prossimo esonero

Gattuso è arrivato a fine corsa. L’ha capito l’interessato, l’hanno invocato una parte consistente dei tifosi, hanno maturato la decisione, senza comunicarlo, i vertici societari che aspettano solo la prossima sosta. È questione di ore, di giorni. Hanno fissato per sabato 29 dicembre, alla fine della sfida con la Spal, l’appuntamento decisivo per mettere in campo la strategia fissata in tre punti: 1) esonerare Gattuso (che ha un contratto fino a giugno 2021, dettaglio non indolore per il bilancio); 2) scegliere il suo sostituto che dev’essere pronto a trasferirsi subito a Milanello; 3)approfittare della lunga sosta di gennaio per dare una svolta alla guida tecnica del gruppo orientando anche gli interventi sul mercato. Dalla scelta del prossimo inquilino di Milanello (un traghettatore oppure un nome forte per puntare al futuro) capiremo anche l’orizzonte del provvedimento stesso. È vero: le assenze hanno avuto un peso notevole in questo lento ma inesorabile deterioramento di gioco e di classifica, complice la crisi acuta in materia di gol, legata in modo evidente allo stato di forma di Higuain, agli acciacchi di Suso (adesso si parla di pubalgia) e alle lune di Calhanoglu che non azzecca una giocatadecisiva dalla sfida dello scorso torneo con la Fiorentina.

       Ufficialmente il silenzio, ostinato e assordante, dei vertici del club – così ci è stato spiegato- appartiene allo stile di Elliott imposto ai suoi tre esponenti di spicco. Nessuna dichiarazione sarà fatta per sostenere questa o quella tesi ma ci sarà spazio per interventi limitati al fine di comunicare eventuali novità. Quindi – conseguenza logica- in mancanza di frasi di Leonardo e/o Maldini, che pure sono rimasti a parlare in modo riservato con il loro allenatore a Frosinone, immediati provvedimenti clamorosi sono esclusi. Gattuso però, essendo esperto e navigato, ha già capito tutto avendo preso nota dei rilievi che in privato gli sono stati fatti ed è quasi rassegnato a subire l’onta dell’esonero. Probabilmente nemmeno un successo con la Spal potrebbe salvargli la ghirba. Se Higuain non ha mai toccato il fondo nella sua carriera gloriosa di bomber straordinario come gli è accaduto dopo lo shock del rigore sbagliato contro la Juve, forse per gli altri –compresi alcuni degli ultimi arrivati tipo Castillejo- c’è da rivedere il giudizio tecnico complessivo sulla famosa, strombazzata campagna di rafforzamento firmata dai cinesi Fassone e Mirabelli.