Milan, è sempre lo stesso film. Col Bologna una delle peggiori gare dell’anno. Mercato: i piani di Leo

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
19.12.2018 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:   articolo letto 55239 volte
Milan, è sempre lo stesso film. Col Bologna una delle peggiori gare dell’anno. Mercato: i piani di Leo

A Bologna è andato in scena il peggior Milan della stagione, peggio di quello ad Atene. Almeno con l’Olympiacos ci sono state conclusioni insidiose (nonostante la sconfitta), mentre contro la formazione di Inzaghi si è visto lo zero assoluto. Ed è purtroppo un film già conosciuto. Il copione è sempre lo stesso: il Milan che ha l’occasione di allungare sulle inseguitrici, ma non riesce a fare il salto di qualità sprecando tante possibilità, e alla lunga si fa raggiungere. Quest’anno il sorpasso di chi è dietro in classifica non è ancora arrivato perché Lazio e Roma vanno avanti con freno a mano, ma questo Milan dove può arrivare se continua a giocare così? I due pareggi per 0-0 contro Torino e Bologna fanno perdere ai rossoneri ben 4 punti in classifica, e lasciano il margine di distacco con i biancocelesti di soli due lunghezze. Una squadra senza gioco, senza grinta, senza anima, senza veleno per dirla alla Gattuso. Col Bologna si sono visti solo passaggi sterili in orizzontale senza mai affondare nella perforabile difesa felsinea.

La delusione più grande deriva dalla mancata reazione della squadra dopo l’uscita dall’Europa League, con un gruppo che mostra pecche sotto l’aspetto mentale, dove non mettono mai cattiveria e malizia. L’attacco non segna più, Higuain è sempre isolato e quando prende palla viene accerchiato da tre avversari, non segna ormai da più di 50 giorni e sembra la brutta copia del campione ammirato con Napoli e Juve. Ogni avversario affrontato riesce a prendere le misure e imbrigliare a perfezione gli undici di Gattuso, che ora è sotto accusa dopo una partita del genere e dopo l’esclusione dalle coppe.  Il danno, oltre la beffa, riguarda le squalifiche di Kessie e Bakayoko nel prossimo incontro di sabato contro la Fiorentina. Il primo perché era già diffidato, il francese invece per il rosso rimediato in campo (doppio giallo).

Capitolo calciomercato. Il Milan non potrà fare spese pazze, nonostante la voglia del fondo Elliott sia quella di rinforzare pensa temente l’organico. Purtroppo il pareggio di bilancio imposto dall’Uefa nell’arco di due anni e mezzo peserà sulle scelte. La società americana si augurava di avere più tempo per raggiungere il break even, così come Inter e Roma quando furono concessi 5 anni e non solo 36 mesi. Questo potrebbe cambiare le carte in tavola, nonostante (e lo ripetiamo), Elliott sappia benissimo che quest’anno è fondamentale per tornare in Champions e dunque servirebbe cogliere l’attimo rinforzando da subito la rosa.

La dirigenza comunque regalerà a Gattuso altri due innesti oltre Lucas Paquetà. Perché con il ritorno tra i convocati di Musacchio e Romagnoli, e con le risposte positive di Zapata e Abate da centrali, il club ha deciso di spendere il budget invernale solamente per due ruoli: il centrocampo e l’attacco. In mediana Cesc Fabregas è il primo nome. Lo spagnolo però dovrà chiedere lui la cessione ai Blues perché il Milan non ha intenzione di pagare l’indennizzo chiesto dal club londinese, non si spingerà oltre i 2-3 mln. Per il giocatore è pronto un contratto di due anni a mezzo. Ma non è l’unico elemento corteggiato dal Milan perché Leonardo sta lavorando sottotraccia su qualche nome a sorpresa. Così come per l’attacco, perché si cerca una seconda punta, un elemento mobile che possa svariare su tutto il fronte offensivo. E non arrivano conferme sul ritorno di Pato.

Ibrahimovic meriterebbe una digressione, perché i rossoneri ci hanno provato realmente e non sono stati solamente rumors. Maldini quando dice: “Se ci fosse la possibilità ci faremo trovare pronti”, oppure Gattuso quando dice: “Siamo stati noi a cercar Ibra e lui ci sta pensando”, o anche le diverse ammissioni di Leonardo, parlano di una trattativa concreta che però non è andata in porto perché forse tutti hanno sottovalutato la resistenza dei Galaxy. La squadra di Los Angeles ha voluto trattenere a tutti i costi Ibra, e probabilmente lo svedese si è lasciato convincere senza andare allo scontro.