Milan-Fair Play Finanziario: appuntamento nel 2021. L'importanza delle plusvalenze per fare mercato in entrata. Bakayoko-Aurier: gli aggiornamenti

10.08.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Milan-Fair Play Finanziario: appuntamento nel 2021. L'importanza delle plusvalenze per fare mercato in entrata. Bakayoko-Aurier: gli aggiornamenti

Il ritorno del Milan in Europa, che dovrà avvenire tramite i turni preliminari dei Europa League, riapre il vaso attorno alla questione del Fair Play Finanziario e a quello che sarà il percorso che i rossoneri dovranno intraprendere all’atto della sottoscrizione del Settlement Agreement. Il cammino è segnato e si attiverà nel 2021, ammesso che i rossoneri continuino a frequentare i salotti continentali, e dovrà tenere conto sia dell’anno post Covid sia del fatto che i conti rossoneri, nonostante tutto, siano in miglioramento. Sono i dati a bilancio a dirlo, visto che l’esercizio 2019-20 – gravato dalle perdite oggettive causate dal coronavirus – si chiuderà attorno ai 100 milioni, in netto miglioramento rispetto ai -146 di quello 2018-19, che fece segnare il passivo record nella storia rossonera. La riduzione dei costi ed il tentativo di aumentare i ricavi (vedi apertura ai Premium Partner) sono le due rotte che la società sta perseguendo, con l’obiettivo di rendere più florido il bilancio, il che potrebbe consentire anche movimenti più importanti sul mercato. Perché dico così? Perché agli occhi dell’UEFA, il trend migliorativo è molto importante, perché a Nyon prendono questo indice come elemento di volontà da parte dei club di rimettersi in regola con gli attuali parametri, che saranno presto oggetto di riforma. Ad aiutare il Milan c’è anche lo sconto che l’Uefa applicherà sui mancati introiti. Si prenderanno i valori del 2019 come parametro indicativo e se una società ha avuto, un anno fa, una cifra x che ha alimentato le sue casse, nel conteggio del FFP del 2020, quella cifra verrà conteggiata a metà, in modo tale che non vi sia un peso così grande da recuperare.

Le uscite di Lucas Biglia e Jack Bonaventura, unitamente a quella di Begovic e la cessione di Suso (24 milioni di plusvalore più il risparmio di quasi 6 milioni lordi all’anno) hanno sgravato il costo del personale di un po’ di milioni e la cessione di Rodriguez al Torino, nel caso di verifichi questa settimana, darebbero ulteriore respiro alle casse milaniste. Ad oggi è dura pensare a investimenti economici di un certo tipo sul cartellino di un giocatore, che a livello di bilancio è il vero problema da gestire. Per anni, i conti rossoneri sono stati gravati da giocatori invendibili per motivi di ammortamento a bilancio molto alto rispetto al loro valore di mercato. Le plusvalenze possono aiutare ad avere una maggior fluidità di cassa, visto che queste si rendicontano tutte e subito mentre gli acquisti vengono spalmati sugli anni di contratto che un calciatore sottoscrive. Il mercato chiuderà tra meno di due mesi, c’è ancora tempo e spazio per operare, anche se le indicazioni iniziano ad emergere.

Timoué Bakayoko e Serge Aurier sono due nomi che la dirigenza milanista sta trattando da giorni, ma per entrambi ci vorrà tempo e pazienza. I due giocatori hanno dato il loro gradimento alla destinazione milanista, ma ora il club deve trovare le misure economiche sia per i cartellini sia per gli ingaggi. Bakayoko, sotto questo aspetto, si è mostrato aperto ad una trattativa a cifre più basse rispetto a quelle attualmente percepite, ma non con uno stravolgimento clamoroso. In pratica il mediano del Chelsea (che vuole sui 20 milioni per il cartellino) potrebbe accettare una base fissa più bassa (3,5 milioni) ma con l’inserimento di bonus facilmente raggiungibili che porterebbero l’ingaggio ad almeno 4,5 milioni. Anche per Aurier la situazione è simile. Il Tottenham vuole 23 milioni per il suo cartellino, il Milan non vuole andare oltre i 16 e tiene monitorati Dumfries e, soprattutto, Emerson Royal. Con il Barcellona c’è da abbassare i 30 milioni di richiesta mentre il buco che rimarrebbe al Betis potrebbe essere colmato da Calabria, che piace agli andalusi. Tuttavia, in questo caso, gli spagnoli dovrebbero metter mano al portafogli (sarebbe un’altra plusvalenza pura).