Milan, prendi Conte e lancia un segnale. Dalla scelta del tecnico si capirà il progetto Elliott

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
01.05.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Milan, prendi Conte e lancia un segnale. Dalla scelta del tecnico si capirà il progetto Elliott

E’ stata una delle settimane più dure degli ultimi anni. In due partite il Milan è stato escluso dalla Coppa Italia ed è stato scaraventato al settimo posto dopo il tracollo di Torino. Solo cinque punti nelle ultime 7 partite, e una squadra non più in grado di reagire ai comandi dell’allenatore. Emblematiche e per certi versi tremende le due frasi di Gattuso prima e dopo la gara con i granata: “Non abbiamo più un’anima, non riesco ad entrare nella testa dei giocatori”, è stata la prima forte ammissione. Poi la seconda autocritica: “Inutile andare in conferenza e dire che stiamo bene se non vedo reazioni nemmeno in allenamento, bisogna essere onesti”. Due frasi che lasciano poco spazio alle interpretazioni, Gattuso non sa più cosa fare con questo gruppo, ha ammesso le proprie responsabilità e non riesce a invertire la rotta.

Un vero peccato, perché fino a 40 giorni fa questa squadra lottava per il terzo posto, fino a quel maledetto derby del 17 marzo, da quel momento è crollato tutto il castello, con la paura di perdere il quarto posto che ha schiacciato un gruppo di giocatori senza personalità. Gattuso però non è riuscito a rimediare a questo tracollo, e qui ha fallito. Paradossalmente il quarto posto è ancora possibile se il Milan dovesse vincere tutte e quattro le partite che chiudono la stagione, totalizzare 68 punti potrebbe anche bastare, ma la squadra attuale è talmente in crisi che perderebbe contro chiunque, ecco perché ogni sfida sembra essere insormontabile, anche contro un Parma già salvo o una Samp che non ha più nulla da dire, oppure contro il Bologna dell’ex Mihajlovic che ormai ha staccato la zona retrocessione.

A fine anno il Milan cambierà nuovamente guida tecnica, si andrà verso il nono allenatore degli ultimi dieci anni, praticamente la media di un tecnico ogni stagione. Cambiare sempre non fa bene, bisognerebbe dare continuità a un progetto per vedere i risultati, ma fino ad ora sono state sbagliate quasi sempre le scelte degli allenatori. Bruciati Inzaghi, Seedorf, Brocchi e Gattuso, tutti ex rossoneri dal passato glorioso, bruciati Montella e Mihajlovic, il Milan deve ripartire da un vero allenatore, da un tecnico fatto e finito, da un manager di altissimo livello. Al costo di non acquistare un giocatore in più per investire tutto sull’allenatore.

Il Milan per lanciare un segnale dopo anni disastrosi deve prendere Antonio Conte, deve andare dritto sul tecnico ex Juve e Chelsea, strapagarlo e portarlo a Milanello. Non ci sono vie alternative. Conte aspetta solo di essere contattato e convito del progetto (e a tal proposito sembra che ci sia stato un primo approccio con Maldini nelle scorse ore), a lui non interessa la Champions o l’Europa League, basta (per modo di dire) un ingaggio alto e carta bianca sul mercato. La dirigenza, con l’avallo di Elliott, non deve perdere altro tempo. La proprietà americana è forte e ricca, lo dimostri ora. Dalla scelta del prossimo allenatore si capiranno le vere ambizioni di questa società. Se il Milan andrà su un allenatore come Conte o lo stesso Sarri, vorrà dire che ci sono reali intenzioni di rinascere al più presto, se invece si seguirà la strada degli ultimi anni, con tecnici inesperti o poco affidabili, vorrà dire che saranno ancora anni difficili per i colori rossoneri.

di Antonio Vitiello