Milan-Rangnick, i motivi del rallentamento. Pioli, permanenza difficile: il club valuta altri allenatori

Direttore di MilanNews.it, collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha lavorato in passato con RMC Sport, Sportitalia e INFRONT.
25.03.2020 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Milan-Rangnick, i motivi del rallentamento. Pioli, permanenza difficile: il club valuta altri allenatori

Il Milan comincia a studiare le mosse per la prossima stagione, consapevole che l’incertezza dettata dalla pandemia può mutare qualsiasi scenario. Tuttavia le strategie non possono essere improvvisate, così la dirigenza sta iniziando a valutare possibili soluzioni per la pancina. Ivan Gazidis e i suoi collaborati hanno avuto contatti frequenti con Ralf Rangnick, telefonate e incontri in Germania fin dallo scorso dicembre, ma non c’è mai stato nulla di firmato come ha ribadito sia l’agente dell’allenatore in una recente intervista che l’ad rossonero. Ma è innegabile che tra i due ci sia un rapporto, e che Gazidis abbia fortemente pensato al manager tedesco per la prossima stagione, qualcosa di più di una semplice idea. Il dialogo è andato avanti benissimo per un certo periodo, al punto che si dava per scontato l’approdo di Rangnick in rossonero la prossima estate. Ma da un mesetto a questa parte c’è stato un pesante rallentamento, con un capovolgimento delle prospettive.

Rangnick sembra avere delle idee diverse sul budget e sugli investimenti da applicare per trasformare la rosa. Ha un modo particolare di gestire la squadra e vorrebbe il massimo dell’autonomia nelle scelte. Inoltre non vorrebbe cominciare un’avventura così complicata in una fase storica difficile per tutto il mondo. Per importare il suo modello servirebbe tempo, una lunga fase di preparazione, ma con l’incertezza sulla conclusione della serie A dovuta al coronavirus non ci sono date stabilite su quando possa chiudere il campionato. Dunque si correrebbe il rischio di avere scarso un mese per costruire e allestire la rosa per la prossima stagione (fine luglio e il mese di agosto), troppo poco per un manager che cura in modo maniacale ogni dettaglio. Immaginate che il Milan, così come gli altri club, debba fare preparazione e mercato in tutta fretta perché a settembre riparte la nuova stagione, una situazione che non premia l’organizzazione di un tecnico “maniacale” come Rangnick. Per questo dalla Germania sono convinti che l’operazione ad ora non sia più così sicura, anzi, probabilmente sarà rimandata in futuro.

Il Milan però difficilmente ripartirà da Pioli. Perché la prossima sarà la vera annata di Gazidis, delle sue scelte senza essere influenzato o condizionato dalle famose bandiere. Via Leonardo, Gattuso, Boban e Maldini, ora sarà lui a decidere. E sembra particolarmente strano che l’amministratore delegato voglia ricominciare con un allenatore non scelto in prima persona (pur essendoci grandissima stima). Stona con il concetto di rivoluzione. Se davvero ci sarà un nuovo inizio, dovrebbe esserlo in tutti i settori, sia in dirigenza che in panchina. D’altronde il fondo Elliott non può aspettare i risultati in eterno, e dopo aver sprecato due stagioni (in termini di classifica) alla terza vorrebbe cominciare a valutarla positivamente. Così l’anno prossimo sarà il vero banco di prova per tutti.

Dunque il club in attesa di capire cose ne sarà dell’attuale stagione, sta ragionando su una serie di allenatori. I profili stranieri hanno un grande appeal in sede, e vengono valutati allenatori come Marcelino ex Valencia, oppure Unai Emery tra le altre ex Psg, Arsenal e Siviglia. Mentre in Italia piacciono sia Gasperini (difficilmente lascerà Bergamo) che Luciano Spalletti, anche se il legame con l’Inter rappresenta ancora un ostacolo. A ottobre era stato ad un passo dal Milan e chissà che in estate la trattativa possa riaprirsi di nuovo. Sarà comunque un’estate anomala dopo l’emergenza coronavirus, e inevitabilmente anche il mercato sarà influenzato.