Milan-Sassuolo, una partita che tre mesi fa non si sarebbe vinta. Gattuso e la squadra consapevoli: bisogna crescere in attacco. Corsa Champions: il Milan non schiamazza, ma si farà sentire se qualcosa non andrà

04.03.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Milan-Sassuolo, una partita che tre mesi fa non si sarebbe vinta. Gattuso e la squadra consapevoli: bisogna crescere in attacco. Corsa Champions: il Milan non schiamazza, ma si farà sentire se qualcosa non andrà

 Nemmeno a Rino Gattuso è piaciuta, nella sua totalità, la vittoria di sabato sera contro il Sassuolo. È stato il primo a dirlo davanti ai microfoni delle tv e in conferenza stampa e la cosa non è passata inosservata. Gattuso, che a certe altezze ci sa stare, sa benissimo che per proseguire il cammino Champions ci sarà bisogno di recuperare al meglio la produzione offensiva, perché sia martedì sia sabato, il buon Piatek ha assaporato la vita da single dentro l’attacco milanista. Una situazione che è successa a tutti negli ultimi anni e che si viene a creare quando uno dei due esterni è in una fase di down a livello fisico. I due giorni di riposo che Gattuso ha concesso ai giocatori servirà anche a questo, ovvero a far riposare ulteriormente un Suso che non è brillante come nella prima parte di stagione, ma che dovrà tornare a quei livelli. Per tenere la targa davanti all’Inter servirà, da qui alla fine del campionato, la miglior versione di tutti i componenti della rosa, siano essi titolari inamovibili o alternative. Smaltire le tossine nei muscoli sarà fondamentale e sarà anche necessaria una maggior turnazione di alcuni uomini. Paquetà, ad esempio, dopo undici partite consecutive è arrivato con la spia della riserva accesa, così come Bakayoko e Kessie stanno arrivando al limite. Contro il Chievo, dunque, è ipotizzabile un po’ di turnover in qualche ruolo che richiede riposo, per poi arrivare al derby nel miglior modo possibile e ricaricare le pile nella sosta. Il lavoro fatto da Bruno Dominici e dai suoi collaboratori, a livello fisico, ha dato dei grandi frutti come dimostra la rimontona messa in atto dal Milan in classifica, ma ora arriva il difficile. O forse il bello, perché sabato si è vinta una partita che, solo tre mesi fa, non sarebbe stata vinta. Un segnale di forza che è stato percepito a diverse latitudini.

Ma attenzione al clima che si sta creando attorno a questa corsa Champions. L’Inter e la Roma ci mettono del loro, ma non bisogna far passare troppo sotto traccia quelle che sono state delle vere e proprie campagne mediatiche verso le direzioni arbitrali. Sia chiaro, il Milan non si è quasi mai esposto pubblicamente contro i fischietti e visto lo stile imposto da Elliott, credo che difficilmente lo farà. Ma è giusto tenere la guardia alta anche su questo aspetto. In tanti, tantissimi hanno si sono lamentati sui social del silenzio rossonero dopo il mancato rigore di Kolarov su Suso in Roma-Milan o il secondo giallo a Pellegrini e Zaniolo rimasto nel taschino di Maresca e, probabilmente, avrebbero avuto anche ragione. Ma per staccare il biglietto Champions, c’è bisogno di far andare i piedi e non la lingua. Arrivare al derby standogli ancora davanti sarà psicologicamente fondamentale. È giusto godersi il momento, ma i giocatori sanno bene che con prestazioni simili a quelle di sabato, non si va da nessuna parte. È arrivato il momento di far un altro salto, di scrollarsi di dosso quella paura di volare alto. Gattuso sa come si fa, deve insegnare rapidamente ai suoi ragazzi a non avere timore nell’essere preda. Perché quando si rincorre, avendo l’obiettivo davanti, forse è più facile. Ma quando si fa il passo, si deve imporre il proprio ritmo.

E poi, chissà, con un Milan in Champions, Elliott potrebbe dare seguito al rafforzamento della squadra. Con diversi colpi, tra nomi noti e obiettivi ancora secretati dal silenzio tombale che domina, a livello mediatico, il quarto piano di Casa Milan.