Milan, se ne vanno tutti. Rebic e il potere contrattuale. Il futuro di Gigio

28.03.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Milan, se ne vanno tutti. Rebic e il potere contrattuale. Il futuro di Gigio

Vi faccio la formazione del Milan durante questo periodo di sosta per il Coronavirus: Donnarumma è già andato via; Conti è in scadenza 2022 quindi occhio, Musacchio urca scadenza 2021, Romagnoli è di Raiola a cui non piace il Milan, Theo Hernandez se arriva una offerta da 50 milioni va via visto che vanno via tutti; Kessie è sul mercato, Bennacer prende troppe ammonizioni; Castillejo prima o poi troviamo qualcosa, Calhanoglu gioca ma non piace ai tifosi, Rebic va via visto che è andato via Boban; Ibra smette di giocare o comunque non torna più nemmeno a Milano. E come non bastasse, Paquetà pesa sul bilancio, Calabria anche lui è vicino alla scadenza, Leao resta ma è una scommessa. E non solo gli scenari, adesso arrivano anche gli sfoghi via intervista: un giorno l'ad del Milan che si guarda attorno per vedere se è possibile evitare di perdere 100 milioni l'anno per arrivare al massimo settimi è uno scorretto, l'altro giorno Milan ma che fai e come ti permetti? In tutto questo, la sola cosa positiva è che dopo tanti anni il tecnico dello Scudetto del 1999 e il suo grande oppositore (che parlava direttamente col presidente ebbene sì scavalcando un po' il tecnico...ma questa è solo una considerazione innocente senza sarcasmo) si siano riappacificati. Bene, questo bene. Ma torniamo a noi...ora è possibile che Suma faccia troppo vittimismo e che viva di sindromi da accerchiamento, non solo è possibile ma è probabile. Ma al netto di tutto questo, ma vi pare possibile?!?! Il Milan è criticabile, sono tanti anni che non va bene, ma non si può passare una quarantena così. Per i tifosi del Milan è una ottantena, una centoventena, e con questo non voglio certo fare battute sulla tragedia che sta mettendo in ginocchio il pianeta. 

Che non sia proprio solo piagnisteo, lo dimostra un piccolo particolare. Vi ricordate lo "scenario" di qualche settimana fa? Milan occhio, perchè se non dai 40 milioni all'Eintracht Francoforte per Rebic sei finito. Il giocatore va via e tu rimani fregato, sì perchè ormai i toni sono abbastanza questi. A parte che Rebic sta bene al Milan e non risulta che voglia andare via. Ma a parte questo aspetto, che ammetto possa essere scivoloso perchè gli scenari dei giocatori sono sempre mutevoli ovunque e non solo al Milan, proviamo ad entrare nel merito. Rebic è al Milan in prestito biennale, con un contratto con il Milan fino al 30 giugno 2021, mentre il suo contratto con il club tedesco scade al 30 giugno 2022. Mi spiegate per cortesia, quale potere contrattuale avrebbe l'Eintracht di chiedere 40 milioni se Rebic tornasse a Francoforte nel giugno 2021 a ridosso della scadenza? E poi Gigio, io non so quello che accadrà e nessuno può saperlo. Ma l'equazione tetto ingaggi e Gigio via dal Milan non regge. Certo che il Milan avrà una quota di 2,5 milioni come barra, come asticella per buttare finalmente giù il monte ingaggi e per iniziare finalmente a far correre più le gambe che i bonifici, ma non sta scritto da nessuna parte che non possano esserci delle eccezioni. Quindi, a tutti coloro che la sanno lunga e che considerano già scritta e chiusa la partita fra Gigio e il Milan, giunga il mio umilissimo e modestissimo invito alla calma. Sono 3 anni che Gigio gioca alternativamente a Parigi e a Torino, un mese nel Psg e un mese nella Juventus, poi però spegniamo il marchingegno elettronico e scopriamo che, fino a prova contraria, Gigio negli ultimi 3 anni ha indossato solo una maglia. Quella del Milan. E che un innamorato dei colori rossoneri come lui lasci il Milan per soldi in quello che sarà il contesto di grave depressione economica post-bellica di tutti e quindi anche dei suoi tifosi, non me lo vedo. Ma non lo vedo proprio. Se dovesse mai accadere invece che ci sia la grandissima offerta in grado di aiutare anche il Milan e di comune accordo si dovesse decidere consensualmente, allora sarebbe un altro discorso. Ma non siamo assolutamente e minimamente in presenza di nulla di simile. 

Ho come la sensazione, da brividi, che fra un'urna e l'altra e fra un corteo di salme e l'altro, che il calcio si prepari ad una nuova, estenuante, litigata come quella che ci ha perseguitato negli anni post-Calciopoli. Vi prego. Non fatelo. Proprio perchè lo scenario degli uomini è quello ben descritto ieri da Luca e che il calcio è fatto, vissuto e giocato dagli uomini, facciamo esattamente gli uomini. E' chiaro e normale che vogliamo tutti tornare a giocare, se fosse possibile anche domani mattina, ma non si può. Facciamo calcio, viviamo di calcio, è naturale che sia questa speranza atroce. Ma oggi il calcio non può scendere in campo. E allora faccio fatica a capire i motivi di questa battaglia preventiva sul giocare o non giocare, sullo Scudetto o sul non Scudetto, sugli stipendi da tagliare o da non tagliare. Vogliamo davvero pensare solo alla salute delle persone che rischiano la vita ogni volta che respirano? Guardiamoci negli occhi: la salute è la priorità è solo una frase con cui ci riempiamo la bocca, o è la verità? Vogliamo davvero arrivare alle carte bollate sopra una situazione da centinaia e centinaia di vittime che lascerà strascichi psicologici, sociali ed economici in tutti noi e su tutto il pianeta per chissà quanto tempo? Allora, visto che la salute è prima senza rivali in testa alla classifica, lasciamo la capolista al suo posto. Tutto il resto, le date, gli stipendi, la stagione, la prossima stagione, per cortesia: tutti seduti e tutti in silenzio. Stiamo pensando ad altro. Grazie.