Milan-UEFA, Elliott non soddisfatta della sentenza e pronta alla lotta legale. C'è un vuoto normativo sul bilancio del '17-'18

17.12.2018 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:   articolo letto 45433 volte
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Milan-UEFA, Elliott non soddisfatta della sentenza e pronta alla lotta legale. C'è un vuoto normativo sul bilancio del '17-'18

Se per gli studiosi del Fair Play Finanziario l’eventuale ricorso del Milan al Tas contro la sentenza della Camera Giudicante potrebbe essere un buco nell’acqua, dal punto di vista di Elliott potrebbe non essere così. Il fondo proprietario del Milan ha dato mandato ai suoi legali di analizzare a fondo il dispositivo contenente i provvedimenti emanati, per cercare di capire se e come sia possibile ripresentarsi davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport appellandosi nuovamente all’iniquità di una sentenza che, di fatto, obbliga il Milan a rientrare nel break-even al termine della stagione 2020-21. Secondo spifferi che arrivano da Londra, Elliott riterrebbe insufficiente il tempo concesso per rientrare nei parametri previsti dal Fair Play Finanziario e potrebbe basare su questo aspetto il suo ricorso, così come appare parecchio nebulosa – all’interno del dispositivo da 34 pagine – la parte relativa ai famigerati 30 milioni di tolleranza. Il fondo della famiglia Singer non vuole lasciare nulla al caso e sono note le sue battaglie legali anche in altri ambiti per arrivare ad ottenere ciò che ritiene giusto. Dunque, nei prossimi giorni e alla fine dell’analisi che il pool di legali sta facendo, si capirà qualcosa di più sull’eventuale ritorno davanti al Tas del club rossonero, con un nuovo appello che rimetterebbe di fronte il Milan all’Uefa, per un altro round all’interno di un caso che, di certo, farà giurisprudenza in materia visto che anche l’analisi dell’anno 2017-18, ad oggi, si colloca all’interno di un vuoto normativo nel codice relativo al Fair Play Finanziario. Dunque, tutto rimane aperto ed è da Londra che arriverà l’input, o meno, di procedere con l’appello che è previsto dall'articolo 34(2) delle Norme procedurali dell'Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club e dagli articoli 62 e 63 degli Statuti UEFA-

Stando alla situazione interpretativa del dispositivo, va da sé che il Milan non potrà investire in maniera pesante sul mercato, perché il raggiungimento del pareggio di bilancio è diventato fondamentale. Ci vorrà tempo e pazienza ed Elliott vuole essere chiara con i tifosi milanisti. La proprietà farà di tutto per rendere nuovamente competitiva la squadra a livello sportivo, ma ci sono dei paletti che devono essere rispettati. Ivan Gazidis, che sabato era presenta al Centro Sportivo Vismara per Milan-Atalanta Femminile, ha dato delle linee guida a Leonardo e Maldini per il mercato di gennaio e sta già lavorando ai dossier relativi agli sponsor. Di certo c’è che, al momento, non sono in cantiere spese folli, ma bisognerà guardare alle occasioni che arriveranno dal mercato. Una di queste può essere certamente Cesc Fabregas, che sta iniziando a spingere per lasciare il Chelsea a gennaio, visto che sembra allontanarsi l’opzione del rinnovo contrattuale. I blues, dal canto loro, vorrebbero un indennizzo per il cartellino sceso a 8 milioni. Il Milan arriverebbe alla metà con uno stipendio per il 31enne spagnolo sui 4 milioni per i prossimi 30 mesi. Con il Chelsea, poi, si profilano anche discorsi relativi a Batshuayi, attualmente in prestito al Valencia, ma che potrebbe rientrare se si trovasse la quadra con i rossoneri. Tutto, però, passa inevitabilmente da quella che sarà la scelta di Elliott relativa al ricorso.