Muriel e Godin: lo rifareste? Maldini e De Rossi: le differenze. Europa e Var: pesi e misure. Capello: fuoriclasse tv

09.03.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Muriel e Godin: lo rifareste? Maldini e De Rossi: le differenze. Europa e Var: pesi e misure. Capello: fuoriclasse tv

Fare ipotesi di mercato oggi è fuori luogo, in un magma che è fatto di imprevisti e di porte girevoli, di situazioni che cambiano in un attimo. Pensate a Luis Muriel, sta facendo benissimo alla Fiorentina, squadra che merita il massimo del rispetto. Ma se fosse venuto al Milan come ad un certo punto il Milan era abbastanza sicuro che accadesse, oggi per lui il ritorno in Champions League sarebbe una prospettiva non certissima, ma certamente un po' più vicina rispetto a quanto sta vivendo in questo momento in viola. Rifarebbe la scelta, Muriel? Doveva arrivare per affiancare Higuain, oggi avrebbe potuto beneficiare della vicinanza di un certo Piatek. Ecco, questo è il punto: nel momento in cui, negli spogliatoi che contano, vedi quello madridista con Gareth Bale, anche i top iniziano a volerne sapere di più su questo Milan che sta tornando, non prendere sul serio il progetto rossonero non rischia di rivelarsi una mossa incauta? Non riguarda direttamente il Milan, ma potrebbe chiederselo anche Godin. Nel momento in cui ha accettato l'offerta dell'Inter, i bene informati erano certi che l'Inter nella prossima stagione sarebbe stata l'anti-Juve. La clamorosa implosione ambientale di queste settimane sta invece un po' cambiando il quadro. Firma un po' frettolosa?

Sia ben chiaro, abbiamo massima stima di Daniele De Rossi. Intelligenza vera la sua, grande amore per il calcio e per la sua squadra, la capacità di mettere il gruppo davanti a se stesso. Ma quando i cronisti hanno raccontato quello che era accaduto al Dragao nell'intervallo di Porto-Roma, abbiamo capito perchè la Roma è stata eliminata. De Rossi si era stirato e ha chiesto l'attenzione dello spogliatoio: ragazzi io non ce la faccio, le sue parole, ma voi promettetemi che mi farete giocare altre partite in questa Champions League. Grande De Rossi, giusto, opportuno, commovente. Ma non toccava a lui, toccava ai suoi compagni. Cosa intendiamo? La mattina del 2 maggio 2007, Milanello: Carlo Ancelotti raduna la squadra e informa i giocatori che Paolo Maldini non ce l'avrebbe fatta a scendere in campo nella semifinale di ritorno di Champions League contro il Manchester United. Paolo è presente, guarda il gruppo. In quel momento i suoi compagni gli promettono: tranquillo, ti faremo giocare ad Atene. Nacque in quel momento la Partita perfetta. Paolo non ebbe bisogno di chiedere nulla...

Il Milan viene eliminato dalll'Europa League a Londra per un tuffo avversario. Ad Atene per un calcio d'angolo irregolare e per un rigore inesistente. Ma dalle autorità calcistiche italiane non arriva una parola. La Roma viene eliminata ad Oporto ed il presidente Malagò condanna l'accaduto. Forse a marzo e a dicembre dell'anno scorso il Coni era imbarazzato dai contenziosi Uefa del Milan, forse le dichiarazioni politiche dipendono dal momento politico e non dal danno sportivo. Forse tutti a Roma temono che se Pallotta si arrabbia rischia si crollare il castello di carte post-Unicredit. Comprensibile. Un certo tipo di panico lo si era intuito anche fra le mura domestiche con gli arbitraggi di Roma-Genoa, di Roma-Torino e di Roma-Milan. Il problema però è che intanto Pallotta si è arrabbiato lo stesso...

Abbiamo gioito per le imprese di Fabio Capello nel Milan. Abbiamo goduto grazie a Fabio Capello, in Italia e in Europa. Ma la sua avversione per i "sacchiani" ha creato delle incrostazioni umane e caratteriali. Capita. Fabio sa essere ruvido come tutti quelli che hanno un carattere, ma noi non gli perdoniamo le cose fatte e dette quando era allenatore della Juventus. Capita anche questo. Lui resta un grandissimo uomo di calcio e noi restiamo nel nostro piccolo. Ma dato atto del pregresso e dello stato dell'arte, possiamo essere credibili se riteniamo che con lui a Sky, tutto il resto è ordinaria amministrazione. Fabio Capello è stato uno dei primi telecronisti-opinionisti della metà degli anni Ottanta. E' uno straordinario animale televisivo. Memorabile il suo accompagnamento alla telecronaca di quello Scozia-Italia 1-2 del novembre 2007 con cui gli azzurri si qualificarono per gli Europei. Insomma, quando è in onda su Sky ha sempre un colpo in canna, sa sempre come ravvivare, riesce sempre a dare una linea al programma con i suoi interventi. Chapeau.