Non è ancora tempo di arrendersi: i due più criticati e il solito Gigione mettono il sigillo su tre punti preziosi

12.05.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Non è ancora tempo di arrendersi: i due più criticati e il solito Gigione mettono il sigillo su tre punti preziosi

In alto i cuori, tifosi rossoneri: dopo un marzo-aprile da incubo, il Milan è ancora vivo. Stropiccia quel che resta della Fiorentina, conquista al Franchi un successo indispensabile per continuare a sperare in un posto Champions e tiene vivo un campionato che altrimenti sarebbe stato chiuso con un paio di turni di anticipo. Adesso tocca tifare Juventus, una cosa che ai tifosi milanisti provocherà l’orticaria, ma i bianconeri di Allegri si stanno rivelando i veri arbitri della corsa al quarto posto che si fa sempre più intricata. Dopo aver fermato sul pareggio prima l’Inter e poi il Torino, stasera toccherà alla Roma affrontare i campioni d’Italia, i quali poi aspetteranno l’Atalanta - al momento favorita nella corsa Champions visti i tre punti di vantaggio sul Milan - in quella che è stata annunciata come la festa scudetto.
Per i rossoneri c'è da augurarsi esclusivamente una vittoria della Juventus per sperare di agganciare l’Atalanta e di fatto superarla visto il vantaggio del Milan negli scontri diretti. Ma tolto Cristiano Ronaldo, l’unico che anche in queste partite inutili giocate dai torinesi a campionato già vinto ci mette l’anima per vincerle tutte, chi altri può garantire lo stesso rendimento? Tra valanghe di infortunati e assenza di stimoli è difficile prevedere una Juventus con il coltello tra i denti per ribaltare l’invincibile Atalanta delle ultime settimane. È pur vero che mercoledì gli orobici sono chiamati a disputare la finale di Coppa Italia contro la Lazio e c’è da augurarsi che questo appuntamento possa prosciugare un po’ energie psicofisiche agli atalantini. Anche perchè a qualcosa il tifoso rossonero deve pure appigliarsi.

Intanto, come si diceva in apertura, il Milan sembra aver superato la crisi prolungata di inizio primavera ed il successo ottenuto sul campo della Fiorentina è lì a testimoniarlo. Confesso che avrei messo una firma col sangue per vedere in tutto il campionato un Milan come quello visto nel primo tempo contro i viola: tonico, intraprendente, propositivo, con l’atteggiamento giusto. Certo, ancora senza il giusto cinismo sotto porta, ma almeno si è visto giocare al calcio. 
Dice, si ma è solo perchè la Fiorentina non ha giocato. Mica vero: ne abbiamo incontrate di squadre che non giocavano (vedi Bologna e Frosinone), ma si finiva con squallidi 0-0 senza lampi. Oggi almeno il Milan ha dimostrato di avere ancora la lucidità per affrontare certi impegni così delicati con la testa giusta.

Peccato purtroppo che nella ripresa sia entrata una squadra di nuovo vittima dei propri fantasmi, intimorita e balbettante, come troppe volte l’abbiamo vista in stagione. La differenza però stavolta l’ha fatta la solidità del gruppo e la ferrea volontà di portare a casa i tre punti. Così vittoria è stata.
Missione compiuta grazie alla giocata decisiva degli uomini più criticati degli ultimi mesi in casa Milan: Suso, autore di un assist delizioso, e Calhanoglu, bravissimo a girare di testa il cross dello spagnolo e surrogare in tal modo un Piatek ancora in difetto di brillantezza, sulle gambe dopo un campionato vissuto evidentemente a marce troppo alte.
E grande merito va ascritto anche a Gigio Donnarumma, protagonista di almeno 3 interventi decisivi (uno per rimediare ad una giocata suicida di Kessiè) che hanno stroncato sul nascere le velleità viola di (rientrare in partita.
Ultima annotazione: al triplice fischio di Irrati, arbitro di Atalanta-Genoa, ero già pronto a scrivere l’editoriale-de profundis della settimana; convinto, anzi pressochè certo, che la vittoria degli uomini di Gasperini avrebbe inferto il colpo di grazia alle residue ambizioni dei rossoneri. Un po’ come il Napoli l’anno scorso che perse lo scudetto in albergo, assistendo alla vittoria della Juventus sull’Inter e scendendo scarica poi proprio al Franchi di Firenze. 
Invece la reazione degli uomini di Gattuso è stata quella che tutti i tifosi milanisti volevano vedere. E se adesso fosse proprio l’Atalanta a temere il ritorno del Milan?