Non fate i conti senza Gigio. L'ossigeno e il mercato. Caro Izzo: San Giuann...

01.02.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Non fate i conti senza Gigio. L'ossigeno e il mercato. Caro Izzo: San Giuann...

Gigio comprato e venduto a febbraio. Film che abbiamo già visto e rivisto. Almeno quattro volte dall'inverno 2016 ad oggi. Un evergreen ormai nemmeno originale. Ci siamo abituati e abbiamo la pelle dura. L'unica cosa che stona e che dispiace è che la vicenda venga giocata ancora una volta sulla pelle dei tifosi rossoneri che sono in buona fede e che sono letteralmente innamorati di Gigio. Per farla breve: Donnarumma è un patrimonio del Milan e in società a Casa Milan ci sono personaggi che sanno bene cosa significhi questo concetto. E in ogni caso vale una regola semplice semplice, per tutti. Per me che scrivo, per voi che leggete, per chi fa le domande, per chi fa le interviste, per chi fa il ventriloquo: nessuno di noi può fare i conti senza Gigio. E' un ragazzo, ma non è più lo stesso ragazzo di 3 anni fa. E' responsabile, è serio, è continuo, è professionale. Chi lo ha visto esultare dopo il 3-2 di Calhanoglu martedì sera, sa quanto ama il Milan e non per modo di dire. Ecco perchè alla fine decide lui. Come già accaduto nel 2017. Inutile mettere pressione in giro: decide Gigio e decide la sua famiglia. Se lui e il club saranno d'accordo sul concetto di patrimonio del Milan, come ci risulta, Gigio resterà. Se poi, perchè nella vita non si può mai sapere e il calcio insegna che bisogna essere sempre pronti a tutto, dovesse mai essere una buona cosa per il Milan la sua partenza, lui partirà. Ma mai contro il Milan e mai contro i suoi tifosi. Capire Gigio significa che i conti senza di lui non si possono più fare. Nemmeno a parole.

Il mercato invernale del Milan: era iniziato sotto il fuoco di fila del 5-0 di Bergamo, con esuberi di giocatori e con salari mediamente alti in base alle regole Uefa. Questa finestra invernale è poi diventata invece la dimostrazione di come si possa puntellare e livellare al meglio la rosa, preoccupandosi anche di  tornare ad un ciclo virtuoso sotto il profilo strategico come da regole non di Suma ma della UEFA. Anche con le 6 cessioni, la rosa dei giocatori è molto estesa per le 19-20 partite che restano da disputare in questa stagione. Dopo aver sostituito Higuain con Piatek un anno fa e Piatek con...Ibra oggi, anche questo mercato invernale è passato dal centravanti come snodo cruciale. Il resto delle operazioni è stato aggiustamento, livellamento. Ricardo Rodriguez non poteva essere il secondo di Theo, così come Suso quello di Castillejo o lo stesso Piatek quello di Ibra: questione di umore, di aspettative. Il secondo deve essere un secondo, e visto che sarà Laxalt il profilo resta rispettosamente ma chiaramente quello di un secondo. Robinson è rimasto al Wigan...succede, non è la fine del mondo, è il mercato, sembrava che anche Gabbia fosse ormai altrove, invece all'ultimo è rimasto. Succede, sia in un senso che nell'altro. In ogni caso, tagliato il monte ingaggi e dato un po' di fiato al bilancio, sfoltita la rosa e inserito giocatori o intelligenti o di prospettiva, il Milan si è messo nella condizione migliore di programmare al meglio il mercato estivo. Che non è una presa in giro, come potrebbe magari sembrare a qualche tifoso un po' deluso, ma la vera sessione in cui fare acquisti strategici e mirati. Indispensabili per un club che deve abbassare i passivi e migliorare i risultati. Dopo tanti anni difficili. Non è semplice, anzi. E le imprese tutt'altro che semplici, mentre tenti di realizzarle, ti provocano sempre qualche critica. Adulti e vaccinati, avanti.

Continua a girare la battuta di Sarri, coniata peraltro dopo un Empoli-Milan 2-2 del settembre 2014, che per avere i rigori bisogna avere le maglie a strisce. Sarà...Devono averlo in ogni caso ascoltato Sarri. E già che c'erano hanno allargato il concetto. Adesso ad esempio sono le ammonizioni ad essere date solo alle squadre con le maglie a strisce, se rossonere meglio. Lo sa bene sulla sua pelle il buon Bennacer: in due anni di Empoli senza la maglia a strisce ha preso meno cartellini gialli dei 10 "portati a casa" con la maglia a strisce verticali rossonere. In questo quadro si inserisce la tarantella ballata fuori regione sulla clamorosa e apocalittica mancata espulsione di Rebic in Milan-Torino di coppa Italia. Partita, lo ricordiamo, Milan-Torino che ha avuto il seguente score, perfettamente in linea con il metodo Bennacer: Milan 19 falli e 6 ammonizioni, Torino 23 falli e 2 ammonizioni. Ma la pietra filosofale è la mancata espulsione di Rebic...che, dal punto di vista regolamentare e Var, avrebbe dovuto essere data. Non discuto. Ma dal punto di vista di San Giuann che fa minga ingann..., è clamorosamente giusto che non sia stata attribuita. Perchè? Ma perchè sì, perchè i premi per Izzo sono finiti. Lo scorso aprile, e il Milan si è giocato la Champions League non solo su quell'episodio ma anche su quell'episodio, Izzo è cascato portando a casa un rigore inesistente fischiato contro Kessie in Torino-Milan. Amen quindi se l'altra sera, dopo aver adeguatamente provocato Rebic, non ha portato a casa anche il rosso contro l'avversario. Basta caro Izzo, con te il Milan ha già dato.