Paquetà è un grande acquisto che deve giocare subito. Sbagliato illudere i tifosi con nomi che non arrivano

08.01.2019 00:00 di Alberto Cerruti  articolo letto 49413 volte
Paquetà è un grande acquisto che deve giocare subito. Sbagliato illudere i tifosi con nomi che non arrivano

Prima di tutto, tanti auguri a Marco Simone che ieri ha compiuto 50 anni e nel 1993, con il suo gol dell’1-0, ha regalato al Milan (di Capello) la prima Supercoppa italiana giocata all’estero, a Washington, contro il Torino. E poi, naturalmente benvenuto a Paquetà che sempre ieri si è allenato per la prima volta con i suoi nuovi compagni. Gattuso ha già fatto capire che ci vorrà tempo per inserirlo in prima squadra, mentre la coppia Leonardo-Maldini, già ribattezzata Leo-dini, ha cercato di allontanare l’ingombrante paragone con Kakà. Già, perché Kakà, che Leonardo strappò alla concorrenza del Chelsea, grazie alla decisiva spinta di Galliani, fece subito la differenza. Lo ricordiamo al debutto a Cesena, nella prima amichevole estiva contro i romeni del Nacional allenati da Zenga, quando entrò nella ripresa e ci impressionò subito per la sua tecnica in velocità. Non ci eravamo sbagliati, perché al debutto vero in campionato, lunedì 1 settembre 2003 ad Ancona, Kakà con la sua nuova maglia numero 22 dimostrò di essere un campione, determinante per vincere lo scudetto e poi la Champions nel 2007. E’ vero che è più difficile arrivare a metà stagione, ma i grandi giocatori sono tali proprio perché sono diversi da quelli normali. E anche se fa male ricordarlo, l’olandese Sneijder arrivò all’Inter alla vigilia di un derby e senza nemmeno un allenamento con i nuovi compagni, vinse il giorno dopo e si inserì alla perfezione nella squadra.

In attesa di sapere quando debutterà Paquetà con il suo nuovo numero 39, si può già ipotizzare in quale posizione giocherà, perché le sue qualità di trequartista lo potrebbero collocare alle spalle delle due punte Higuain e Cutrone, in un 4-3-1-2 che fece le fortune dell’ultimo Milan di Ancelotti, per la gioia dell’ex presidente Berlusconi. E allora, parcheggiando il deludente Calhanoglu in panchina, vicino all’ammuffito Montolivo, Gattuso potrebbe schierare tre centrocampisti, Suso, Kessie e Bakayoko, con Paquetà libero di muoversi davanti a loro. Perché il Milan ha fretta di tornare al quarto posto e se davvero Paquetà è un campione, come lascia intendere la cifra del suo acquisto e come confermano le parole del brasiliano Junior che in un’intervista alla “Gazzetta” ne ha esaltato le qualità, perché trattarlo come un acquisto qualsiasi? Questa è la grande domanda, alla quale ne segue un’altra legata ai tanti, troppi, nomi di possibili acquisti che sono stati accostati al Milan. Da Ibrahimovic a Muriel, da Fabregas a Carrasco, perché illudere i tifosi? Le restrizioni economiche imposte dall’Uefa, per le colpe della disastrosa gestione precedente, obbligano al rigore e di conseguenza alla chiarezza da parte della coppia Leo-dini. Non bisogna vergognarsi di dire che non si può prendere nessuno, anche perché è meglio non prendere nessuno, piuttosto che buttare via altri soldi. E poi, o meglio soprattutto, il Milan può e deve recuperare Conti, Biglia e magari anche l’oggetto misterioso Caldara, in attesa di ritrovare l’anno prossimo Bonaventura, la grave perdita di questa strana stagione, incominciata con troppi punti esclamativi e ora accompagnata da troppi punti interrogativi. A cominciare da quello legato al lancio di Paquetà.