Parola d’ordine: valorizzare ora Leao. Può diventare il prossimo diamante. Milan: se vuoi competere con la Juve devi migliorare il settore commerciale

30.07.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Parola d’ordine: valorizzare ora Leao. Può diventare il prossimo diamante. Milan: se vuoi competere con la Juve devi migliorare il settore commerciale

È inutile ritornare su Ibra. Inutile perché ormai le sue esibizioni, una dietro l’altra, persino le sue apparizioni sui social, sono una conferma solenne dell’utilità, calcistica e in qualità di personaggio. E infatti i colloqui sono in atto e forse non è nemmeno il caso di prolungare il negoziato per molto tempo: basterebbe fissare qualche goloso premio agli obiettivi del club (Champions etc.) per concludere velocemente l’intesa. Ibra serve, lo hanno capito anche a Londra. E serve non solo a Pioli che lo utilizza in allenamento per dare la sveglia a tutti gli altri. Serve perché dal giorno del suo arrivo a Milanello sono cresciuti molti altri, a cominciare da Rebic per finire a Calhanoglu che è come se fosse uscito da un collo di bottiglia come un tappo di champagne. Adesso il turco tira e segna, segna e tira come gli accadeva in Germania ai tempi belli. Fondamentale però diventerà il prossimo piano di potenziamento del club, il calcio-mercato per capirsi. Perché bisognerà azzeccare le pedine giuste al posto giusto e dedicarsi a far lievitare il talento di Leao. Per lui furono spesi molti soldini. Alcune volte sembravano promettere bene, altre volte sembravano buttati via da Maldini e Boban. A proposito del dirigente croato bisogna dare a Zvone quel che è di Zvone. Di Leao, in privato, disse un giorno: “Questo diventerà un fuoriclasse”. Forse è stato un pizzico avventato ma di sicuro ha intuito: la stoffa del giovanotto che deve solo andare a scuola da Ibra e apprendere quali sono le qualità indispensabili per emergere nel calcio italiano, c’è ed è di qualità.

      È bene che si sappia: il contratto rinnovato con Emirates ha fruttato 10 milioni a stagione, 4 milioni in meno rispetto al precedente. È vero, come fa sapere Gazidis a Londra, che è stata venduta solo una parte della maglia, che altri sponsor sono in arrivo ma è evidente che il settore commerciale è quello dal quale tutti, tifosi, azionista e critici, si aspettano un contributo decisivo. Perché è vero che per competere con la Juve bisogna attrezzare una rosa con i fiocchi ma è anche vero che va colmato il distacco in materia di fatturato visto che il Milan è da anni fermo alle cifre del periodo berlusconiano. Ultima riflessione riferita alle voci che circolano intorno al management sportivo chiamato a collaborare con Gazidis. Maldini parlerà nelle prossime ore con l’ad per mettere i punti fermi della futura collaborazione ma ora si mette in discussione il futuro di Massara. E francamente non se ne capisce il perché visto che è un tipo riservato, che conosce giocatori (Kjaer lo aveva suggerito lui perché conosciuto da vicino alla Roma) e che può fare con umiltà il proprio lavoro. Un conto è se qualcuno punta a prendere un numero uno del ruolo (ma non ci sono tracce in questo senso), un conto invece è se lo si discute per misteriosi motivi. Togliere poi a Maldini uno con cui ha costruito una buona intesa non mi sembra una grande trovata.