Parte l’era Maldini. Il realismo di Elliott per una vera ristrutturazione

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
05.06.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Parte l’era Maldini. Il realismo di Elliott per una vera ristrutturazione

Paolo Maldini è già operativo da venerdì scorso. L’ufficialità è solo una formalità, perché il club preferisce prima riempire tutte le caselle dell’organigramma dirigenziale e poi diramare un comunicato (possibile venerdì), ma Paolo sta già lavorando da direttore tecnico. E’ stata sua la chiamata a Marco Giampaolo per offrirgli la panchina rossonera, ed è stata sua la scelta di affidarsi a figure in società per dare il via a una nuova epoca, che potremmo definirla “era Maldini”. Angelo Carbone sarà il responsabile del settore giovanile, Geoffrey Moncada avrà un ruolo sempre più rilevante, e si sta definendo in queste ore la figura di un direttore sportivo che possa lavorare in simbiosi con Maldini. Le scelte a livello tecnico sono tutte sue, e questo dimostra quanto Elliott creda in Paolo, convinto a rimanere con un’offerta allettante formulata da Gazidis nel giorno delle dimissioni di Leonardo e Gattuso.

Il compito di Maldini non sarà per nulla facile, perché dovrà riportare il Milan in Champions dopo sei anni di assenza, dovrà fare mercato con risorse limitate, non perché Elliott non voglia spendere ma perché l’Uefa ha imposto dei limiti alle spese e dei paletti da rispettare. Sarà una missione durissima, ma il “si” di Maldini è stato un segnale anche per i tifosi che ora hanno più fiducia dopo giorni di dubbi e perplessità sul finire del campionato, quando l’allenatore aveva già deciso di mollare (Gattuso ha dichiarato che prima di Samp-Milan aveva preso la decisione di andare via), e Leonardo stava maturando l’idea di dimettersi.

Quante volte in passato abbiamo sentito la frase: “Il Milan deve ripartire”. Almeno da sette/otto anni, da quando i rossoneri persero lo scudetto con Max Allegri in panchina e in seguito ci fu l’esodo di parecchi senatori. Ebbene nessuno ha avuto mai il coraggio di dire realmente le cose come stavano. Il Milan delle finali di Champions al momento è un ricordo, per tornare in alto c’è bisogno di tempo e pazienza, e mai come quest’anno ci sono le basi per ripartire davvero. Inutile gettare fumo negli occhi con acquisti di giocatori sul viale del tramonto, tanto per dimostrare che il club abbia ancora appeal per i campioni, non è più così perché ci sono almeno 15 squadre che in Europa dominano a livello tecnico e soprattutto economico. Dunque è la volta buona per ripartire sul serio, senza fronzoli. Elliott attraverso le parole di Gazidis ha fatto presente che la società non può essere più gestita come negli anni 90, c’è bisogno d’innovazione e d’idee, oltre che soldi freschi dagli sponsor e altre fonti di guadagno. Dalle macerie non si può costruire un grattacielo in pochi giorni, bisogna cominciare dalle fondamenta e poi col tempo ripartire.