Pasticcio Gazidis. Ragnick, 3 grandi vantaggi e una riflessione che può far ben sperare

17.05.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Pasticcio Gazidis.  Ragnick, 3 grandi vantaggi e una riflessione che può far ben sperare

Un'altra settimana di caos al Milan. Chi ama i colori rossoneri ne avrebbe fatto volentieri a meno, nonostante ormai, purtroppo, ci siamo fatti tutti l'abitudine. Ha ragione Rangnick oppure Maldini? Per quanto mi riguarda hanno ragioni entrambi, ognuno dal proprio punto di vista. Maldini fa bene a parlare di mancanza di rispetto, ma il bersaglio dovrebbe essere Gazidis. Il tedesco infatti ha risposto all'ennesima domanda sul suo futuro e ormai il suo arrivo al Milan è il segreto di Pulcinella: tema venuto a galla non per colpa sua ma di chi lo ha scelto. Arriviamo dunque all'amministratore delegato, cui vanno attribuite le responsabilità della vicenda: lui non ha saputo tener nascosta l'operazione Rangnick, lui non ha saputo gestire la fuga di notizie e neanche preservare con diplomazia (forse volutamente) i rapporti con Boban prima e Maldini poi. La stessa telefonata fatta nei giorni scorsi da Gazidis al prossimo dirigente e allenatore tedesco per richiarmarlo a un profilo più basso, è stato l'ennesimo tentativo tardivo di evitare il caos. Il pasticcio ormai è fatto ed è opera di Gazidis.

In tutto questo, l'arrivo di Rangnick al Milan avrà sicuramente degli effetti positivi.

Il primo è che lo ha scelto chi oggi comanda: per questo verrà difeso davvero fino in fondo di fronte alle difficoltà (cosa che negli ultimi anni non è mai accaduta).

Il secondo è che col suo arrivo resterà al Milan soltanto chi crede veramente nel progetto. Tradotto: via Maldini (dispiace) e per la prima volta un'unica anima in Società. Tutti remeranno nella stessa direzione, senza guerre intestine che non portano da nessuna parte, anzi.

Il terzo è che Rangnick per accettare ha chiesto anche garanzie di investimenti. Vero che i giovani non costano come i top player, ma per rivoluzionare la squadra con tanti innesti servono tante risorse economiche, oltre ovviamente a buone idee e intuizioni, qualità da tutti riconosciute al manager tedesco.

 Molti si chiedono perchè un gruppo così importante come la Red Bull si lasci scappare il suo dirigente di riferimento nel settore calcio. Io mi chiedo invece perchè un dirigente decida di lasciare un ruolo così prestigioso in un gruppo così importante per avventurarsi in una sfida all'apparenza complicata. Sicuramente il fascino del Milan fa ancora la differenza, ma forse oltre a questo c'è anche un progetto più ambizioso di quanto oggi possa sembrare all'esterno.