Paura finale, ma soffrendo si cresce, Calahnoglu leader. Senza Ibra prove di maturità e monitor sul mercato: Paquetà ago della bilancia

25.09.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Paura finale, ma soffrendo si cresce, Calahnoglu leader. Senza Ibra prove di maturità e monitor sul mercato: Paquetà ago della bilancia

Shamrock, Bologna e Bodoe hanno dato tutte le stesse risposte: il Milan è quello del post lockdown, concentrato, sul pezzo, capace di rimediare agli errori (troppi con il Bodoe) e ripartire. Senza Romagnoli, Ibra e Rebic non è semplice, ma quella frase di Pioli (“Giochiamo e vinciamo di squadra”) è una realtà da vivere e godere con fiducia. Abbiamo schierato in Europa 5 della cantera: Donnarumma, Calabria, Gabbia, Colombo e Maldini: basti questo. Le partite dei rossoneri vivono tutte intensamente per 90’, in vantaggio o sotto, con la stessa abnegazione e attenzione. Ai limiti tecnici si sopperisce con abnegazione: questo fa tutta la differenza del mondo. Calahnoglu e Bennacer (il rimpallo sul 3-2 dei norvegesi è un episodio sfortunato e casuale) sono diventi due leader di campo, mettendosi in spalla costruzione e finalizzazione anche quando il terminale non è il top della rosa. Gli altri ci mettono cuore, polmoni e qualità con limiti e virtù che vengono smussate, nascoste o esaltate grazie al lavoro collettivo. Dobbiamo essere orgogliosi, soddisfatti, ottimisti anche se sul 3-1 la squadra ha avuto un pericoloso blackout, ci sta: condizione fisica e assenze pesano. Il tabellino fino a 20’ dalla fine (era successo anche col Bologna), però, era netto. Prendiamoci il buono di 70’ e del risultato. Lavoriamo nella gestione dei finali. Con il Covid fortuna e destino - adesso - c'entrano poco se si rispettano le raccomandazioni, ma quando si vive, ci si allena, si suda, ci si lava e ci si veste in gruppi di più di 30 persone, è un po' più difficile attenersi ai protocolli. Nello sport di squadra dunque la sorte ha un suo peso specifico, ma è inutile piangersi addosso per i casi di che hanno colpito Milanello.

L'assenza forzata di Ibra va letta come una ulteriore opportunità che ha a disposizione il gruppo di Pioli: dimostrare maturità (nemmeno contro Juve, Lecce e Roma dopo il lockdown era presente lo svedese), spremendo la spugna dell'abnegazione fino al limite. Non c'è tempo e modo di piangersi addosso: il calendario non è terrificante, me le trasferte di Crotone e in Portogallo nascondono insidie da non sottovalutare e questo non avrebbe dovuto verificarsi nemmeno con Zlatan in campo. La società ora dovrà capire cosa fare perché la precarietà momentanea di Leao, Rebic e Ibrahimovic - le 3 punte in rosa oltre a Colombo - suscita una riflessione approfondita.

Non dimentichiamoci che i conti tra entrate e uscite sono in rosso, che manca la terza rata dei diritti tv della scorsa stagione, che non ci sono le entrate di abbonamenti e biglietti. Vale per tutti. La cessione di Paquetà (sul quale avevo una grande fiducia malriposta, purtroppo) diventa vitale per spronare la proprietà a fare un altro, ultimo sacrificio. Questo club, inteso in ogni sua componente e quindi tifosi inclusi, lo merita.