Pensa se giocassimo anche bene...

08.02.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Pensa se giocassimo anche bene...

Una difesa ferrea, l'eliminazione di Sampdoria e Napoli dalla Coppa Italia, il pareggio all'Olimpico, il 4° posto, non bastano. Non agli esteti, non a chi vorrebbe sempre un Milan alla Sacchi (o alla Guardiola, o alla Gasperini, De Zerbi, D'Aversa, Giampaolo, Ancelotti...), non ai palati fini. E' a Rino Gattuso che questo non basta. E nemmeno a Laonardo e Maldini. Loro vorrebbero una squadra che giocasse di prima, molto offensiva, spregiudicata quando si tratta di dare la randellata finale a una Roma reduce da 2 imbarcate da 10 gol in 180'. 

Poi, però, Gattuso e la gente che il calcio lo vive dalla culla, fanno due conti. Gli piacerebbe, mettere Paquetà avanzato dietro a 2 punte, magari Suso e Piatek o Cutrone, o al limite Cutrone e Piatek, Ma ci vorrebbe un centrocampo a 4, con Conti a destra e Conti non è ancora in perfette condizioni (normali fastidi muscolari dopo 20 mesi, venti, dall'ultima volta in cui ha giocato una partita intera). Con Biglia e uno alla volta tra Kessie e Bakayoko, ma Biglia non c'è. Con una difesa a 3, ma in questo momento è il reparto che - a 4 - offre le garanzie migliori. A proposito di difesa: a Gattuso piacerebbe che Rodriguez spingesse alla grande come Calabria o Conti, ma lo svizzero è di fatto un playmaker basso che si preoccupa anzitutto di non lasciare scoperta la linea arretrata e di proteggere quella parte avanzata di campo, dove giocano Calahnoglu in una posizione e con mansioni che non sono le sue, Paquetà che vi si è adattato. A Gattuso piacerebbe che Calahnoglu unisse la qualità alla sostanza, ma al turco proprio non riesce: corre, si sbatte, insegue gli avversari, ma se aspetti da lui un'apertura, un filtrante, un tiro in porta, una punizione, un corner, puoi diventare vecchio. Toglilo! Non farlo giocare dall'inizio! E al suo posto metti... Mettine un altro, non so, uno qualsiasi. Vuoi dire che è per questo che a gennaio cercavano sul mercato un esterno alto? Uno di qualità e di valore? Un Saint Maximin, per esempio, che potrebbe arrivare a maggio? Mah, stiamo a vedere. Sarebbe bello che a centrocampo giocassero a uno o due tocchi, ma Bakayoko e Kessie hanno altre caratteristiche. Quella roba lì proprio non gli viene spontanea.  

Piacerebbe a Gattuso tenere il baricentro più alto, magari attuando la tattica del fuorigioco come Sacchi. Ma dov'è Baresi, con i suoi recuperi? Dove sono Maldini con la sua potenza e Costacurta, il più rapido di tutti in 20 metri? Puoi lasciare 30 metri di campo alle spalle di Romagnoli e Musacchio? Io non credo. Ci piacerebbe andare all'arrembaggio della Roma a pezzi (che comunque aveva fatto 10 punti nelle ultime 4 di campionato, prima di affrontare i rossoneri), ma guarda: i ventenni degli anni '90 che ci sono in squadra non hanno ancora personalità, mestiere e coraggio come le hanno Fazio, Kolarov, De Rossi, Florenzi, Dzeko... E' l'allenatore che deve infondere coraggio? Lo può fare, se non che alla società serve come il pane prima di tutto andare in Champions. Allora per fare risultati devi avere equilibrio, devi fare in modo che virtù (molte) e difetti (moltissimi) si bilancino in una squadra dove manca un grappolo di titolari da settimane e settimane. E quell'obiettivo è lì, a portata di mano. Pensa se giocassimo anche bene...

Certo non è che a Sarri stia andando molto meglio. Lo stesso Guardiola con una squadra troppo sfrontata e una qualità ben diversa da quella del Milan attuale, deve ripiegare con una coperta un po' più lunga se vuole tenere il passo del Liverpool. 

Mi hanno sempre detto i fuoriclasse che ho incontrato in più di 30 anni di mestiere, come i grandi allenatori (quelli che vincono) si dividano in due categorie: chi insegna e chi gestisce. Liedholm, Sacchi, Zaccheroni insegnavano. Capello e Ancelotti gestiscono. I grandissimi insegnano e gestiscono, ma Ancelotti - per esempio - può iniziare a farlo adesso a Napoli. Poi? Gattuso gestisce una squadra di ventenni in una società di 8 mesi, con una storia che le appartiene e che deve tornare. Negli stadi d'Italia e del mondo, non al cinema.