Per eliminare il Napoli ci vogliono Piatek dall’inizio e Paquetà più libero alle sue spalle. E basta con Calhanoglu

29.01.2019 00:00 di Alberto Cerruti  articolo letto 65822 volte
Per eliminare il Napoli ci vogliono Piatek dall’inizio e Paquetà più libero alle sue spalle. E basta con Calhanoglu

Se ripetessero lo stesso 0-0 di sabato, stasera Milan e Napoli andrebbero ai supplementari ed eventualmente ai rigori, per superare il turno di coppa Italia. Siccome il Napoli rimane più forte del Milan, penso che molti firmerebbero per una felice promozione dei rossoneri dal dischetto, come non si dovrebbero fare né drammi, né processi, in caso di eliminazione. Guai, però, se il Milan andasse in campo pensando soltanto al quarto posto in generale e alla prossima sfida diretta contro la Roma in particolare. La coppa Italia è un obiettivo da non snobbare e non soltanto perché in caso di successo finale riaprirebbe le porte dell’Europa League, nel caso malaugurato in cui non si tornasse in Champions. E allora, senza esagerare con il turnover alle sue spalle, stasera Piatek deve partire titolare, perché ha riposato per 70’ sabato sera, ma soprattutto perché deve essere lui il nuovo centravanti del Milan e siccome è perfettamente allenato, nel nostro campionato, non avrebbe senso lasciarlo ancora in panchina. 

Una sfida ai suoi connazionali Milik e Zielinski renderebbe ancora più polacco questo Milan-Napoli che sul fronte rossonero dovrà essere illuminato da altri protagonisti. Il primo atteso dal pubblico di San Siro, che lo ha soltanto intravisto sabato, è il brasiliano Paquetà che però Gattuso si ostina a far giocare sull’esterno in linea con gli altri centrocampisti. Tutti quelli che lo hanno visto e apprezzato in Brasile, da Zico a Junior, ripetono che il vero ruolo di Paquetà, quello cioè in cui si esprime meglio, è in mezzo al campo in posizione avanzata, come trequartista libero di smarcare le punte e di andare al tiro, visto che non gli manca la capacità di segnare. Paquetà più libero di mostrare la sua fantasia a destra, e a sinistra, ma partendo dal centro, fuori da qualsiasi gabbia tattica, può essere il miglior caricatore del “pistolero” Piatek. 

Inutile, quindi, insistere on Calhanoglu il “Rivera del Bosforo” che gioca con il numero 10 del vero Rivera, ma si ostina calciare in porta senza inquadrarla mai, con un egoismo che nonfa bene alla squadra. Gattuso gli ha giustamente concesso molte possibilità per riprendersi dopo il difficile avvio con Montella, prima nella stagione scorsa e poi quest’anno. A questo punto, però, sono troppi gli indizi che costituiscono una prova e dopo un intero girone d’andata, più due partite del ritorno, una di coppa Italia e una di Supercoppa, non si può certo dire che Calhanoglu abbia ripagato la fiducia di Gattuso e i fischi di San Siro ne sono una indiretta conferma. E allora perché non provare un centrocampo con Suso a destra, Bakayoko e Kessie al centro e Borini a sinistra, con Paquetà alle spalle di Piatek? Oppure, con un po’ più di coraggio tattico, un centrocampo a tre con Suso-Bakayoko-Kessie, e Paquetà dietro le due punte Cutrone e Piatek? In entrambi i casi, Calhanoglu potrebbe diventare l’alternativa a Paquetà partendo dalla panchina, perché non bisogna vergognarsi di entrare dalla panchina per fare la differenza, come è già successo a Borini e soprattutto a Cutrone. Tutti, infatti, possono servire per eliminare il Napoli stasera e poi per difendere il quarto posto. Con tanti saluti a Higuain che si è arreso prima.