Perché al Milan di domani può servire un tipo alla Tadic

07.03.2019 00:00 di Franco Ordine  articolo letto 50060 volte
Perché al Milan di domani può servire un tipo alla Tadic

Dusan Tadic ha preso a martellate il monumento Real Madrid. Con i lancieri dell’Ajax ha ufficialmente dichiarato concluso un ciclo inimitabile (3 Champions) e aperto la crisi della presidenza Florentino Perez, una sorta di monarchia vera e propria. Dusan Tadic è un serbo di 30 anni suonati (a novembre sono 31 per la precisione) e le origini spiegano già il ritardo con cui il suo talento è spuntato alla ribalta internazionale. Nel suo curriculum è possibile cogliere le occasioni perdute e anche qualche frase che ne spiega la traiettoria interrotta spesso dal temperamento incostante. “Devo essere libero di giocare come so e come voglio” la sua frase più interessante. Dopo la magica notte di Madrid, dalle nostre parti sono spuntati giudizi e commenti che sanno un po’ di provincialismo, “perché non lo prendiamo noi?” si son chiesti in tanti, ingolositi anche dalla quotazione del nostro, meno di 18 milioni, quasi un saldo paragonato ai prezzi che svolazzano da 50 a 100 milioni. E allora è spuntato anche il suo agente che ha ricordato come l’interesse di Milan e Roma sia da considerare retrodatato, risalente cioè all’estate scorsa. Buon per chi l’ha avuto iscritto nel proprio taccuino. L’interrogativo che la vicenda Tadic pone è più complesso e riguarda appunto le prossime mosse di mercato del Milan. Può una squadra come quella allenata da Gattuso rivolgersi a uno come Tadic? La mia risposta è ricavata dalla storia gloriosa del Milan di Berlusconi, l’unico riferimento attendibile in materia. Basta sfogliare l’album dei ricordi per trovare figurine che, a un certo punto della loro stagionata carriera, hanno scelto il Milan offrendo rendimenti da primato e perfomance da primi della classe. Cafù è il primo nome che mi viene in mente, l’Ancelotti calciatore considerato con un ginocchio a pezzi è un altro esempio, Tomasson l’uomo del destino, Rivaldo e Ronaldinho altre due figurine e forse è il caso di fermarsi qui per non esagerare con le citazioni. Cosa voglio dire? Voglio dire che, ricalcando la frase di Paolo Maldini (“bisogna fare un mix tra gioventù ed esperienza”), il Milan adesso per completare il suo mosaico di squadra ha bisogno di qualche esponente maturo, che sappia offrire subito un contributo al gruppo, senza dover aspettare gli alti e bassi che sono tipici della generazione di mezzo.

Non mi riferisco in modo esclusivo a Tadic, naturalmente. Mi riferisco in particolare a questo tipo di calciatore e al valore aggiunto che può procurare all’attuale Milan che, ricordo, è la squadra con l’età media più bassa di tutta la serie A. Dalla scelta di esponenti con queste caratteristiche dipenderà il futuro immediato dei rossoneri. È vero: Ivan Gazidis non è favorevole ad arruolare calciatori di età avanzata. Il suo no a Ibrahimovic, anche quello sul conto di Quagliarella ha fatto scuola. E meditando sul contributo che Piatek ha dato alla causa, è il caso di benedire quell’opposizione. Ma non deve esserci una pregiudiziale, dipenderà da caso per caso. E un tipo alla Tadic, con la testa giusta che vuol dire motivazioni giuste, può fare al caso di Gattuso.