Perché Piatek non può fare subito il fenomeno. Con Biglia, il gigante Bakayoko dove lo metto?

24.01.2019 00:00 di Franco Ordine  articolo letto 84626 volte
Perché Piatek non può fare subito il fenomeno. Con Biglia, il gigante Bakayoko dove lo metto?

Ci sono due sfide che possono infiammare il mondo Milan nei prossimi giorni. La più vicina è quella fissata per sabato sera a San Siro e che prevede il debutto ufficiale in maglia rossonera di Cristoforo Piatek al centro dell’attacco di Gattuso opposto al polacco di Carlo Ancelotti Milik che col sinistro magico ha steso la Lazio domenica scorsa. L’interesse è puntato sull’esito complessivo della sfida persa all’andata dopo una promettente partenza (0-2 e poi 3-2) ma soprattutto sul polacco che ha preso il posto di Higuain a Milanello e che è arrivato a San Siro presentato dalla prima metà di campionato scandita dai 13 sigilli e dalle prestazioni di grande spessore tecnico e balistico. Milik ha superato la curva più malinconica della sua carriera determinata dal doppio infortunio e ha dimostrato, sul campo, che si può, volendo, scavalcare anche una montagna di sfortuna quando si hanno qualità e motivazioni in parti uguali. La sottolineatura vale per il milanista Conti già decisivo contro Samp e Genoa grazie a un paio di cross al bacio per Cutrone e Borini.

Vedremo Piatek che naturalmente parte da più lontano rispetto al connazionale. È alla prima apparizione con il Milan, deve sintonizzarsi con i suoi nuovi sodali e soprattutto entrare nei meccanismi di gioco. L’obiezione arrivata da qualche parte è stata la seguente: scusate ma se col Genoa, che non è una macchina da gol, ha già segnato 13 gol perché mai non dovrebbe ripetersi col Milan? La risposta è la seguente: perché le squadre di calcio hanno bisogno di una chimica tra gli uomini, di una magia che non sono sempre automatiche.

Seconda sfida sotto la lente d’ingrandimento si svolgerà prossimamente a centrocampo. Biglia, di recente, ha annunciato: “Contro la Roma voglio esserci”. Benissimo: segno che ha completato la convalescenza ed è tornato ad allenarsi come una volta. Il suo ritorno porrà una questione tattica a Gattuso chiamato a sciogliere un paio di questioni non proprio secondarie. E cioè: 1) chi gioca centrale tra Biglia e Bakayoko?; 2) l’eventuale centrocampo a tre con Kessiè-Biglia-Bakayoko prevede lo spostamento di Paquetà davanti? 3) in questo caso Calhanoglu che fine farà? Mi sembra un tema sul quale dibattere in anticipo per avere idee chiare sulle scelte di Gattuso che finora, detto con sincera ammirazione, nei momenti più complicati e sfortunati della stagione, ha dato il meglio di se stesso e ottenuto altrettanto dalla squadra. Se è possibile esprimere un orientamento eccolo pronto: il trio di centrocampo è quello sopra descritto e Paquetà va messo dietro la punta centrale per avere da lui il meglio in fatto di estro, fantasia e qualche golletto che non farebbe male visto che i centrocampisti latitano dalla particolare classifica.