Perché Zorro Boban vice Gazidis è il benvenuto. Perché l’Uefa non ha rischiato di perdere 2 a 0

06.06.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Perché Zorro Boban vice Gazidis è il benvenuto. Perché l’Uefa non ha rischiato di perdere 2 a 0

Due gli argomenti iscritti all’ordine del giorno. In ordine alfabetico e di valore mediatico: 1) Boban, 2) Uefa.

Cominciamo dal primo. Se Zorro Boban dovesse accettare la proposta di Elliott, sarebbe davvero un grande colpo per il Milan. Perché porterebbe in dote il suo milanismo, perché farebbe ricorso alla sua esperienza di vice segretario della Fifa, perché infine avrebbe, al contrario di Leonardo, una capacità di comunicare nettamente superiore e in grado di colmare l’evidente lacuna tradita dal club in questi ultimi dieci mesi. Naturalmente ci sarà da stabilire ufficialmente il ruolo: a occhio diventerà lui il vice Gazidis col quale l’ad sud-africano potrà confrontarsi sulle questioni tecniche e anche politiche. Aver frequentato negli ultimi anni i corridoi di Zurigo non è certo un curriculum di secondo piano. I tifosi inoltre sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte. E credo che sul punto sia stato decisivo un episodio all’epoca di Milan-Juve deciso dal gol non gol di Muntari. Bene, in quella occasione, da opinionista Sky, Boban polemizzò senza indietreggiare di un centimetro con Antonio Conte, all’epoca allenatore della Juve.

Passiamo all’Uefa. Il congelamento del verdetto nei confronti del Milan in attesa della sentenza del Tas di Losanna cui hanno fatto ricorso i legali rossoneri è una produttiva pausa di riflessione per tutti. Consente al club e alla camera giudicante di valutare gli effetti di una sentenza che sia particolarmente punitiva nei confronti del Milan. Il passo finale potrebbe e dovrebbe essere rappresentato da un compromesso di alto profilo: e cioè da una parte il Milan fuori, per un anno, dall’Europa league cui ora ha accesso senza passare dai preliminari, dall’altra la concessione di un anno in più per arrivare al famoso pareggio di bilancio reclamato dal precedente verdetto della commissione e per il quale appunto il Milan si è rivolto ai giudici svizzeri del Tas. D’altro canto immaginare che Gazidis possa ottenere il pareggio di bilancio entro giugno del 2021, quindi tra poco più di un anno, significa imporre all’attuale azionista un piano di ridimensionamento feroce dei costi e delle ambizioni sportive del club che fino a qualche anno prima è stato ai vertici del calcio europeo e mondiale. Illuminante, sul punto, il commento di Adriano Galliani che fu l’artefice del rilancio rossonero dopo che Fininvest salvò il club dell’era Farina dal fallimento. Ha ripetuto Galliani: “Se ci fosse stato il ffp ai nostri tempi, il Milan non sarebbe diventato il club più titolato al mondo”. Occorre dunque equilibrio e l’equilibrio può arrivare proprio da questa pausa di riflessione che l’Uefa si è imposta consapevole di correre un grosso rischio. Quale? Il seguente: se avesse deciso di sanzionare subito il Milan senza attendere il Tas di Losanna, avrebbe corso il rischio di ritrovarsi dinanzi a un secondo provvedimento favorevole al club e quindi dinanzi a una seconda sonora sconfitta. In tal caso il ffp sarebbe crollato miseramente. Perciò ha scelto di prendere tempo e di rilanciare la palla nel campo del tribunale di Losanna.