Pirlo, Ambrosini e Seedorf devono chiudere la carriera in rossonero

Giornalista sportivo a Mediaset, è stato caporedattore di Tele+ (oggi Sky). Opinionista per Telenova e Milan Channel. I suoi libri: "Soianito", "La vita è una" con Martina Colombari, "Sembra facile" con Ugo Conti.
22.04.2011 00:00 di Luca Serafini   Vedi letture
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Pirlo, Ambrosini e Seedorf devono chiudere la carriera in rossonero

L’euforia per l’eventuale conquista dello scudetto può generare due tipi di reazione: la prima è quella dell’affetto e della riconoscenza, la seconda è quella della sicurezza che deriverebbe dal vincere avendo fatto a meno per lungo tempo di giocatori importanti. Il Milan che cavalca in testa al campionato ha reinventato il centrocampo da molti mesi, senza Pirlo e Ambrosini, con qualche panchina di Seedorf. L’intuizione Van Bommel è stata provvidenziale, ma insomma è un’altra cosa rispetto ai due senatori che uniscono la fisicità alla tecnica.
Adriano Galliani è sempre stato un buonista: ha concesso chiusure di carriera agiate a Donadoni, Tassotti, Costacurta, Cafu, Serginho, Favalli che lo hanno ricambiato. Ha concesso persino il prepensionamento a Emerson. Siamo sicuri che anche con Pirlo, Ambrosini e Seedorf sarà così e non li farà andare via. Il Milan non può rinunciare, in campo e nello spogliatoio, a giocatori così forti e uomini così importanti. Vero che l’integrità di Pirlo e Ambrosini suscita perplessità, ma anche quella di Serginho tempo fa e quella di Nesta più recentemente non davano garanzie. Eppure hanno chiuso e chiuderanno la loro carriera con la maglia rossonera, con alle spalle adeguati sostituti. Pirlo, Ambrosini e Seedorf lo meritano per definizione. Il loro comportamento è esemplare, l’olandese sta vivendo uno dei momenti più intensi della sua lunga vita sportiva, con un rendimento che nasconde l’età. Pirlo ha 31 anni, è unico nel suo ruolo e nel suo modo, è il più forte del mondo nello svolgere quelle mansioni. Ambro prima dell’infortunio arrivava da un biennio a dir poco strepitoso che lo ha ripagato di qualche delusione di troppo – a livello fisico e di rendimento – quando era più giovane. Tutti e tre hanno nel cuore la volontà assoluta di chiudere la carriera con questa maglia, l’accordo economico non sarà un problema se anche la società nutre questo desiderio. Il mercato può offrire alternative futuribili importanti, ma per trovare in giro professionisti come questi 3 che hanno fatto la storia del Milan, ci vorranno tempo e fortuna. Ed è bene che gli eredi convivano con loro almeno un paio d’anni, per capire e imparare da loro.
A proposito delle alternative di centrocampo, Emanuelson è sottovalutato in questa squadra, ma contro il Palermo – aldilà del gol – ha dimostrato che la sua freschezza, il suo dinamismo e il suo sinistro possono essere utili. Per il resto, la sfida di Coppa Italia è stata piacevole e divertente, come lo sarà il ritorno. Allegri ha fatto benissimo a dare un po’ di spazio a Oddo, Papastathopoulos, Antonini e lo stesso Emanuelson che noi avremmo schierato dall’inizio (e pure Legrottaglie al posto di Thiago Silva), con Seedorf avanzato e facendo riposare Boateng. Chi gioca poco, però, ha anche poca gamba, poco ritmo e poca benzina. Cose che invece dovrebbe avere Cassano, il quale invece si accende a intermittenza e finora ha offerto solo qualche scampolo della sua classe eccelsa. Stesso discorso per Flamini, che al Milan non ha mai raggiunto gli alti livelli dell’Arsenal.