Prima l’incubo poi la gioia nella notte più importante: adesso sprint sul mercato. San Calendario ha arginato l’emergenza ...

02.10.2020 00:02 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Prima l’incubo poi la gioia nella notte più importante: adesso sprint sul mercato. San Calendario ha arginato l’emergenza ...

In sole due settimane, le prime della nuova stagione, il Milan è andato in riserva numerica in difesa e in attacco. Grazie a una sequenza di partite decisamente alla portata (anche di una squadra così rimaneggiata) sono arrivati risultati eccellenti, 4 vittorie su 5 e l’ultima decisiva alla fine di una serie infinita di rigori (con la parata finale di Donnarumma che qualcuno non ha potuto vedere su Dazn), ma le magagne sono state altrettanto palesi. Al punto da generare in Portogallo il peggior match da molti mesi a questa parte. Dazi fisiologici, frutto anche di una condizione ancora precaria alla 5a partita in 15 giorni: logico che Hernandez, Kessie e Calahnoglu per una volta non riuscissero a cambiare lo spartito, meno comprensibili invece sono apparse l’involuzione temporanea di Castillejo e l’imprecisione, la titubanza di un gruppo che ha avuto nella fiducia e nell’autostima il balzo più significativo sotto la gestione di Pioli. 

Nella ripresa con Diaz a sinistra e Saelemakers riportato a destra, è un po’ migliorata l’organizzazione generale con una maggior resa individuale. Il gol ha spianato la strada a una ritrovata tranquillità, pur rimanendo la prestazione davvero al limite della sufficienza contro un avversario, il Rio Ave, davvero modesto che ha trovato il pareggio alla prima conclusione in porta, a 20’ dalla fine... E poi al 1’ dei supplementari. L’incubo si è dissolto al 120’ con il rigore di Calhanoglu, poi la serie interminabile di tiri dal dischetto per una notte che in qualche modo entrerà nella storia, almeno delle statistiche. 

La suggestione Chiesa è evaporata prima di elaborare il miraggio. Personalmente credo avrebbe consentito un salto in alto considerevole, ma bisogna limitarsi ad apprezzare il fatto che il Milan almeno ci abbia provato. È stato un mercato importante quello rossonero, perché oltre ad acquistare un top player e qualche profilo molto interessante, è riuscito là dove molte big hanno toppato: vendere. Questo ha reso possibile quell’ultimo sforzo sul mercato che - probabilmente - senza la falcidia di centrali difensivi e la sfortuna che ha colpito Ibra e Rebic, avrebbe avuto priorità e indirizzi diversi. Non ci sono dubbi. 

Ora sono i giorni residui per sistemare definitivamente una rosa che sia pronta e competitiva sui molti fronti: per il Milan partecipare e basta non è mai stato molto importante. Importante è vincere, in questa direzione bisogna andare dopo anni di anonime presenze.