Prova tv: Luiz Felipe e Patric sono diventati due fantasmi. E' ora di dire basta alle speculazioni sul Milan. Acerbi-Baka: bravi a chiudere la vicenda. Rino l'ha imbustata a Inzaghi jr.

15.04.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Prova tv: Luiz Felipe e Patric sono diventati due fantasmi. E' ora di dire basta alle speculazioni sul Milan. Acerbi-Baka: bravi a chiudere la vicenda. Rino l'ha imbustata a Inzaghi jr.

Tutti, a vario titolo, parlano del Milan e si sentono in diritto di poter dire ciò che vogliono, mettendo la squadra, i suoi giocatori ed il club sotto i riflettori degli accusati. Il Milan è sempre in torto, in qualsiasi cosa per i Santi Inquisitori del calcio italiano e anche per qualche politico, come il sottosegretario Giorgetti, che al posto di strumentalizzare il caso Acerbi-Bakayoko-Kessie, dovrebbe pensare a problemi più seri che riguardano il paese. La vicenda che riguarda i tre giocatori sopracitati ha fatto scatenare un pandemonio, con tanto di richiesta di prova TV della procura federale per valutare se vi siano gli estremi per intervenire contro i due milanisti (a livello normativo, non c’è alcun appiglio). Siamo alla follia, perché prima di quel gesto – che personalmente interpreto in maniera goliardica – c’è stato di peggio. Di molto peggio, ma forse non conviene a nessuno farlo notare. Felipe Luiz che prova a colpire Suso da dietro così come quel cuor di leone di Patric, che prova un Superman Punch verso Kessie, sono atti vili da parte dei compagni di squadra di Francesco Acerbi, che prima di parlare di fomentazione dell’odio, dovrebbe guardare cosa fanno quelli che condividono con lui lo spogliatoio. Va però messo in primo piano come i principali protagonisti della vicenda, ovvero il difensore della Lazio e Bakayoko, abbiano vestito i panni dei pompieri nella giornata di ieri, spegnendo il caso, sempre sui social. Nel mentre il comunicato del Milan era intervenuto a chiarire ulteriormente la posizione dei suoi tesserati.

Tuttavia, se certi atteggiamenti social fossero stati assunti prima, senza prendersi troppo sul serio, non si sarebbe arrivati alle 24 ore di pandemonio di un'anonima domenica di aprile. Troppo facile non accettare lo sfottò dopo aver lanciato il guanto di sfida una settimana fa davanti alle telecamere. Bisogna uscire dallo stucchevole tunnel del buonismo che sta circondando il calcio. Non è né il circket né il polo, ma uno sport fazioso che ha costruito pagine della sua storia sul campanilismo e sul prendersi in giro, perché quando Marco Materazzi indossò la maschera di Berlusconi dopo un derby vinto dall’Inter, non si alzò lo sciame dello sdegno che si sta avendo oggi. O quando Totti fece il segno dei 4 gol presi dalla Juventus a Roma e invitò Tudor a prendere la via per Torino. Ronaldo e Simeone hanno fatto gesti eticamente più gravi rispetto all’esposizione di una maglietta, ma alla fine tutto si è risolto con una brevissima fase di shit-storm, rientrato dopo poco. Però l’importante è fare le pulci al Milan su tutto, con anche Tare che nega l’evidenza sul contatto Milinkovic-Rodriguez, andando a sindacare con Shevchenko in diretta su DAZN dicendogli: “Chi ha giocato a calcio sa che quello è rigore”. Probabilmente il ds della Lazio non aveva capito con chi stesse parlando.

Ora si aspetta di capire cosa deciderà il giudice sportivo in merito, ma se dovessero essere prese delle decisioni contro i giocatori del Milan, bypassando quanto accaduto nella zuffa finale, saremmo ai limiti della fantascienza. In tutto ciò, vanno riconosciuti i meriti di Rino Gattuso, che nel momento topico della partita, ha cambiato pelle al Milan, mettendosi con il 3-4-2-1 che, in un amen, ha tolto delle certezze alla difesa della Lazio e ha creato maggior densità tra le linee, facendo abbassare la squadra di Simone Inzaghi, che non ha saputo prendere le giuste contromisure alla posizione di Calhanoglu e di Suso, alle spalle di Piatek prima e Cutrone poi. La vittoria ha rimesso il Milan sulla strada giusta per il quarto posto, ridando morale a tutto l’ambiente (San Siro è stato fantastico sabato sera). Adesso barra dritta e testa all’obiettivo. Tanto si parlerà sempre del Milan, no?