Quarto posto: i rimpianti dei punti persi e la speranza di farcela lo stesso. Milan-Uefa, ci risiamo: c'è ancora trattativa, ma un anno di esclusione permetterebbe di ripartire senza pesi

20.05.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Quarto posto: i rimpianti dei punti persi e la speranza di farcela lo stesso. Milan-Uefa, ci risiamo: c'è ancora trattativa, ma un anno di esclusione permetterebbe di ripartire senza pesi

Guardando la classifica con la quale ci si approccia all’ultima giornata di campionato, vengono in mente mille e più rimpianti per i tanti punti persi per strada, sia nel girone d’andata sia in quello di ritorno. Pensare che 19 partite fa, contro Bologna, Fiorentina e Frosinone si siano fatti solo due punti su nove potenziali, porta il tifoso milanista ad essere blasfemo. Così come il pareggio interno con l’Udinese o quello col Parma arrivato al fotofinish di una partita brutta, ma nella quale eri stato in vantaggio. I rimpianti ci sono, anche perché – detto onestamente – era impossibile pensare che l’Inter finisse invischiata nella lotta per il terzo e il quarto posto. Due settimane fa non ci avrei mai creduto, mentre adesso è tutto vero. Ma c’è davvero da mangiarsi i gomiti per come sono andate le cose, perché con qualche punto in più nelle occasioni indicate prima, oggi saremmo a parlare di un Milan ad un passo dalla Champions League. E invece, esattamente come 17 anni fa, ci sarà bisogno di vincere all’ultima giornata e sperare che si incastrino dei risultati favorevoli. Nel 2002, il Bologna si suicidò contro il Brescia, il che permise al Milan – vincendo per 3-0 in casa con il Lecce – di agguantare il quarto posto e qualificarsi in Champions League. Da quella combinazione, nacque il Milan di Manchester e dell’epopea ancelottiana, difficile ipotizzare una stessa cosa oggi, ma sarebbe vitale riuscire ad entrare in Champions, ma non dipende solo dal Milan.

Anche perché la Spal è osso duro, e anche se ha perso 3-2 con l’Udinese, non vorrà chiudere male il campionato davanti al proprio pubblico. Il Milan del primo tempo contro il Frosinone ha dato la sensazione di essere privo di idee, salvo qualche raro sprazzo architettato da Suso, ma soprattutto di ritmo. La parata di Donnarumma sul rigore di Ciano è stata come uno schiaffo violentissimo, che ha fatto svegliare i giocatori, mentre il pubblico era carico a pallettoni. Ecco, al Mazza, contro una Spal spensierata, ci sarà bisogno di grande cattiveria agonistica, perché la pressione psicologica che può essere esercitata sulle dirette avversarie, può passare anche da un gol segnato prima di loro. Anche perché, almeno negli ultimi 90 minuti, non ci dovranno essere rimpianti per la singola partita, al massimo ci potranno essere (speriamo di no) in caso di mancata Champions, ma i tre punti a Ferrara sono un must.

Poi ci sarà da tornare a trattare la questione legata all’Uefa. Ieri, il Corriere della Sera ha svelato un dettaglio interessante in merito alla strategia rossonera. Se ci sarà l’esclusione dalle Coppe per il triennio 2015-18 e il Milan sarà in Champions, il club farà nuovamente ricorso al Tas (quello per il triennio 2014-17 è congelato, ma non ritirato), mentre in caso di Europa League, ci potrebbe essere la scelta strategica di accettare l’esclusione per porre fine a questo caso clamorosamente pieno di falle, più unico che raro nella storia del Fair Play Finanziario. Ebbene queste ipotesi trovano riscontri nelle verifiche della tarda serata, ma la situazione è fluida, anche perché da Elliott non escludono nemmeno la possibilità che si vada ai tribunali ordinari, con tanto di guerra aperta e certificata all’Uefa. Tutti scenari ancora da studiare e che possono evolversi. Ma adesso testa alla Spal e a quei tre punti da non lasciare per strada.

Un abbraccio a Ignazio Abate, milanista e uomo vero, che ieri ha salutato San Siro in lacrime. Un nuovo contratto se lo sarebbe meritato soprattutto per il ruolo dentro lo spogliatoio.