Questione arbitri: Milan pronto a farsi sentire in via formale. Rebic, i rossoneri lavorano all'acquisto. Ibra: possibile proposta di rinnovo prima di fine campionato

24.02.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Questione arbitri: Milan pronto a farsi sentire in via formale. Rebic, i rossoneri lavorano all'acquisto. Ibra: possibile proposta di rinnovo prima di fine campionato

Di Calvarese se n’è già parlato in tutte le salse nelle scorse ore, con un giudizio unanime: ha sbagliato, soprattutto sul rigore concesso alla Fiorentina. Un rigore che non c’è mai nella vita e chiunque abbia giocato a pallone, dalla Serie A alla terza categoria, tornei amatoriali annessi, può confermarlo. Certo, si può disquisire sul fatto che Romagnoli avrebbe potuto chiudere la linea di passaggio piuttosto che affondare il colpo sul pallone, ma anche nella scelta fatta dal capitano del Milan, si parla sempre e comunque di una decisione fuori logica. Non andare a rivedere al VAR l’episodio è qualcosa che Nicchi e Rizzoli dovrebbero chiedere al loro fischietto. La versione fornita da Calvarese a Maldini e Boban nel post partita è quella di uno che si arrampica sugli specchi, sapendo di avere gli appoggi per farlo. Ma è una motivazione che non si può accettare. Nei prossimi giorni (forse già oggi), il Milan chiederà spigazioni a Nicchi, il presidente degli arbitri, perché le parole di Pioli nel post gara ("da qualche partita ci stanno succedendo situazioni strane"), sono condivise dalla società. Poi possiamo discutere del fatto che il Milan, in vantaggio di un uomo e di un gol, non dovesse consegnarsi in quel modo alla Fiorentina, disunendosi e permettendo alla viola di essere più pericolosa in quell’ultimo frangente che in tutta la partita. Errori di inesperienza ed errori qualitativi. Lo si è notato in più occasioni: quando la partita è tirata e il Milan è in vantaggio, fa fatica a chiuderla e spesso rischia. Ecco perché Ibrahimovic si era arrabbiato dopo il Torino (oltre al diverbio confermato con Paquetà).

Di certo c’è che il Milan ha cambiato il suo approccio alle partite. Ma deve concretizzare di più. Anche ieri, per 70 minuti, la squadra di Pioli ha imposto il suo gioco, ha vanificato ogni tentativo della Fiorentina e ha rischiato solo sul tentativo di dribbling di Donnarumma su Chiesa. Serve fare più gol, perché il dato tra le occasioni create e quelle non sfruttate è ancora troppo alto. Serve concretezza, uccidere le partite per avere quel margine d’errore che ti consenta di poter tenere il muso davanti. E meno male che l’effetto Ibrahimovic ha rialzato dal torpore Ante Rebic. Ormai il croato è un perno fondamentale della squadra (ahi Leao) e il club sta già cercando di trovare una soluzione con l’Eintracht Francoforte per trattenerlo definitivamente al Milan. Le trattative per lui e André Silva sono slegate, ma c’è la volontà dei rossoneri di prendere Rebic a titolo definitivo. Si studia la formula, magari con l’inserimento proprio del cartellino del portoghese più una parte cash, per anticipare i tempi, anche se c’è ancora un anno di tempo per valutare ulteriormente il tutto.

L’altro aspetto emerso è quello legato al rinnovo del contratto di Ibrahimovic. Lo svedese ha una clausola specifica, che farebbe scattare l’ulteriore anno in caso di qualificazione alla Champions League. Ma il legame che c’è tra il Milan e Ibra va anche oltre queste clausole e per questo motivo è ipotizzabile che, a breve, possa arrivare un’offerta per il rinnovo del contratto a prescindere dagli obiettivi. In quel caso, dovrebbero essere Ibra e Raiola a valutare cosa fare, ma Boban e Maldini vogliono fare un passo verso lo svedese, elemento fondamentale all’interno di un gruppo che ha bisogno di questi leader per potersi esprimere al meglio.