Questo Milan fa scappare Ibra e se Gazidis impone Rangnick farà scappare anche Boban e Maldini

11.02.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Questo Milan fa scappare Ibra e se Gazidis impone Rangnick farà scappare anche Boban e Maldini

Ibrahimovic segna il gol del 2-0 nel derby ed è ancora il migliore in campo, ma se poi il Milan incassa 4 gol nella ripresa come a Bergamo e alla fine perde 4-2, senza nemmeno prendersela con l’arbitro e/o il Var, c’è da preoccuparsi per il presente e soprattutto per il futuro. I numeri che contano nel calcio non sono quelli del possesso-palla, dei chilometri corsi o dei contrasti vinti, bensì quelli dei punti in classifica. E i numeri, prima e dopo l’arrivo di Ibrahimovic, confermano che questo è un Milan senza qualità, troppo giovane e quindi immaturo. Sette punti meno di un campionato fa, ma soprattutto soltanto un piazzamento guadagnato dopo il tanto atteso ritorno del campione svedese. Già, perché dopo il traumatico 5-0 prenatalizio di Bergamo il Milan era undicesimo, a 21 punti dalla coppia Inter-Juventus, mentre adesso è decimoa 22 dallo stesso tandem che guida la classifica. “Ibra non basta” ripetono tutti, ma non c’era bisogna di scoprirlo nel derby, in occasione della prima sconfitta con lui in campo. E proprio il fatto che il Milan fosse andato meritatamente in vantaggio rende ancora più amara la batosta, perché il derby era il primo esame di maturità della squadra, dopo la cura-Ibrahimovic. Troppo facile giocare con lui contro Sampdoria, Cagliari, Udinese, Brescia e Verona, con la parentesi in coppa Italia contro il Torino, piegato soltanto nei supplementari comunque. Doveva essere il derby, quindi, il trampolino dirilancio verso insperate ambizioni europee. Come non detto, invece. E così, alla fine, più delle sue parole, sono state chiare le smorfie e le espressioni di Ibrahimovic, sorpreso e deluso come tutti i tifosi che avevano esultato al suo gol. Anche lui si è reso conto che la qualità di troppi suoi compagni è scarsa, per limiti tecnici o di personalità. Inutile fare i nomi, anche se il capitano Romagnolici sembra il simbolo dei tanti sopravvalutati, non a caso retrocesso al ruolo di riserva di Acerbi in Nazionale. E allora in questo deserto tecnico, con o senza Leao e a prescindere da qualsiasi modulo, alla fine della stagione Ibrahimovic sarà il primo a togliere il disturbo, perché lui non cerca soldi ma successi. Il Milan, però, nella prossima stagionedovrà ricominciare da capo un’altra volta, probabilmente con un nuovo allenatore visto che sulla “Bild” è già apparso il nome impronunciabile del tedesco Rangnick, come successore di Pioli. A parte il tempismo infelicedell’indiscrezione,  nella settimana precedente il derby, questa scelta sarebbe sbagliata come quella di Gazidis, l’amministratore delegato strapagato che percepisce quasi il quadruplo di Marotta (4 miliardi a uno e mezzo) capace soltanto di circondarsi di collaboratori stranieri. Scelto dalla proprietà che lo ha preferito al più esperto Gandini, Gazidis si sta preoccupando di ridurre i costi, avallando le cessioni dei vari Cutrone, Piatek, Suso e persino del portiere di riserva Reina, dopo avere bocciato un anno fa l’arrivo di Ibrahimovic che sarebbe stato più utile di oggi. A questo punto, quindi, se Gazidis non verrà rimosso e cercherà di imporre ancora le sue discutibili scelte, ostacolando le idee sicuramente migliori di Boban e Maldini, non ci meraviglieremmo se a fine stagione togliessero entrambi il disturbo. Al contrario di Gazids, infatti, Boban e Maldini amano davvero il Milan e non sono alla caccia di nuovi contratti. Anche perché la dignità non ha prezzo. A maggior motivo per due campioni come loro.