Questo Milan merita l’Europa grazie alla cura Pioli, nel ricordo di Prati che firmò un altro 4-1

23.06.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Questo Milan merita l’Europa grazie alla cura Pioli, nel ricordo di Prati che firmò un altro 4-1

Alzi la mano chi avrebbe immaginato un Milan così. Un Milan capace di stravincere a Lecce, segnando quattro gol come non aveva mai fatto quest’anno e senza il suo totem Ibrahimovic. Un Milan che Pioli ha trasformato in una squadra vera, perché quando si segnano quattro gol con quattro giocatori vuol dire che non si sfrutta la grande giornata di un singolo. E poi attenzione: quali giocatori! Castillejo, alla sua prima rete stagionale sul campo dove aveva incominciato a segnare un altro numero 7, un certo Shevchenko, voleva dimenticare la pesante assenza per squalifica nella semifinale di ritorno contro la Juventus. Bonaventura voleva far capire a tutti quelli che non lo conoscono che è un professionista serio, visto che sa da tempo che non gli rinnoveranno il contratto per una mera questione anagrafica ed economica. Rebic voleva dimostrare a Pioli che aveva fatto bene a dargli fiducia dopo la sua espulsione a Torino che aveva compromesso le possibilità di qualificazione alla finale di coppa Italia. Leao, infine, appena entrato ha voluto spiegare con i fatti di avere imparato la lezione, promettendo che d’ora in poi entrerà dalla panchina, o meglio ancora dall’inizio, con lo stesso spirito di ieri sera. Quattro storie diverse, ma tutte legate a lavoro silenzioso di Stefano Pioli che con la sua calma ha fatto da scudo alla squadra, proteggendola da tutte le voci sul futuro. Da grande professionista qual è, l’allenatore rossonero darà il massimo fino all’ultima giornata e poi verrà congedato, oppure nel caso clamoroso in cui la proprietà capisse che merita la conferma sarà lui a dire grazie e arrivederci perché la dignità fa rima con  professionalità e non ha alcun prezzo.

Capace di attaccare fin dal primo minuto, capace di reagire dopo il pareggio su rigore del Lecce, il Milan ha dimostrato in dosi uguali volontà e carattere e questa sua clamorosa ripartenza fa ben sperare per la rincorsa a un posto in Europa, anche se soltanto “League”. Come sempre, però, non bisogna mai fermarsi perché occorrono nuove verifiche. Già domenica, contro la Roma, il Milan dovrà proseguire la rincorsa con un’altra vittoria, da dedicare all’indimenticabile ex attaccante rossonero Pierino Prati, che ci ha lasciato proprio mentre Romagnoli e compagni stravincevano con lo stesso 4-1 con cui il grande Milan di Rocco conquistò la seconda coppa dei Campioni, il 28 maggio 1969 a Madrid contro l’Ajax del primo Cruijff. Quella sera il mitico Pierino fece tre dei quattro gol (l’altro fu di Sormani) e ancora oggi è l’unico italiano ad avere segnato tre gol in una finale di coppa dei Campioni/Champions. Dall’alto continuerà a fare un gran tifo per la squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, con la speranza che prima o poi anche questo nuovo Milan possa tornare a quei livelli. La strada è lunga e non tutti gli avversari si arrenderanno così facilmente come il Lecce, ma a questo punto il futuro dipende soltanto dal Milan. Il Milan di Pioli, prima che di Ibra, non ancora di altri.