Raiola, alleato asintomatico. Inter: nessuna ironia, ma il tifo no

21.08.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Raiola, alleato asintomatico. Inter: nessuna ironia, ma il tifo no

Non vedevo l'ora che il Milan tornasse in Europa, anche se non è Champions, e non nascondo mi piacerebbe vincerla l'anno prossimo, l'Europa League. Quindi non trasformerò questa Coppa come il primo trofeo dei perdenti (a queste definizioni infelici ha già pensato Antonio Conte) perché l'Inter è in finale, sebbene vi siano scivolati uscendo al primo turno di Champions: il club nerazzurro sta lavorando bene dopo i closing, hanno meritato di arrivarci e in campionato hanno limato il gap con la Juventus, anche se il punto di differenza nella classifica finale è aleatorio. Hanno un fuoriclasse, Lukaku; uno in prospettiva, Lautaro; un paio di campioni consacrati e un paio futuribili. Un allenatore che in molti vorrebbero sulla loro panchina. Ok. Finisce qui. Nessuna ironia, per quanto mi riguarda: se la giocassero... e se la vinceranno con merito, bravi. Nessuno comunque ha il diritto di chiedere a noi di tifarli o di non gufare: loro farebbero lo stesso a parti invertite, lo hanno fatto per 25 anni. Complimenti, nel caso vincessero con merito. Punto. E casomai complimenti a Suso, nell'altro caso... So che i tifosi di tutte le squadre, che hanno a cuore i loro beniamini, non amano Mino Raiola: ha la colpa di fare, secondo me molto bene, il suo lavoro: Raiola è un sostenitore di conti in banca, non di colori sociali. Per inciso, spende anche molto per alimentare la sua rete di collaboratori e lo scouting. Fa parte del mestiere. Il Milan vuole Ibra e Ibra vuole il Milan. Il Milan vuole Donnarumma e Donnarumma vuole il Milan. Bene, monetizziamo. E' la sua filosofia, la filosofia di Raiola. Quello che bisogna sapere, è che non è solo una questione di soldi. Mino Raiola è indirettamente un "nostro" alleato, amici cari, anche se la cosa può non piacere: chiede che i suoi assistiti, due colonne rossonere, non diventino parafulmini e giochino in una squadra sempre più forte. Chiedono un mercato importante, perché è la condizione che Ibra e soprattutto Gigio pretendono per il loro futuro, uno per un anno, l'altro per... venti! Bonus e clausole di rescissione riguardano il piazzamento a fine stagione, oltre alle sue commissioni. Non ci trovo niente di strano e anzi continuo a considerare positivo il fatto che la proprietà sia orientata ad accontentarli. Il mercato procede a rilento e sotto traccia: nelle ultime sessioni, estive e invernali, il Milan si è sempre mosso a sorpresa e senza fuga di notizie. Immagino, e spero, che sia così anche stavolta: la rivoluzione mancata di Rangnick, le 12 eclatanti prestazioni del dopo lockdown, il clima creato tra Pioli e lo spogliatoio, l'autostima cresciuta a dismisura e soprattutto la fiducia nel voler riprendere, dal giorno del raduno, questo filone positivo, devono essere corroborati da quei rinforzi necessari per puntare al podio. Al podio, non al 4° posto.