Raiola non parli di stile, che non ha né lui nè Ibra. Il Milan deve dargli un ultimatum altrimenti ci perdono tutti, a cominciare da Pioli

25.08.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Raiola non parli di stile, che non ha né lui nè Ibra. Il Milan deve dargli un ultimatum altrimenti ci perdono tutti, a cominciare da Pioli

Mino Raiola, per giustificare l’assenza di Ibrahimovic al raduno di ieri, ha detto che “non è una questione di soldi, perché i matrimoni si fanno in due”. Ma soprattutto ha aggiunto che “serve stile”. E allora ci vengono in mente le famose parole del grande Totò, che ascoltando Raiola gli direbbe: “Ma mi faccia il piacere!”. Noi ci permettiamo di aggiungere: da che pulpito si parla di stile. In tutta questa vicenda, infatti, la parola chiave incomincia con la “esse” di stile, ma è un’altra: soldi. Tanti soldi, decisamente troppi, perché un po’ per la crisi post-covid e un po’ per i quasi 39 anni del diretto interessato, nel senso letterale del termine, gli oltre 6 milioni richiesti da Ibra sono uno sproposito, alla faccia dello stile, a maggior ragione dopo il passo avanti fatto dal Milan che inizialmente gliene offriva 5. Una settimana fa, in questa rubrica, la nostra preoccupazione che non si arrivasse a un accordo prima del raduno sembrava eccessiva e invece, malgrado le ripetute professioni di ottimismo e di avvicinamenti evidentemente virtuali, siamo al punto di prima. I fatti, che contano più delle parole, hanno dimostrato che Ibra non si è presentato ieri a Milanello perché ancora senza il tanto sospirato rinnovo del contratto. A questo punto i tifosi che lo adorano dovrebbero capire che in realtà lui non ama il Milan, ma soltanto il proprio conto in banca e per questo preferisce essere guidato non da Pioli ma da Raiola, che pensando anche al rinnovo di Donnarumma ricatta i dirigenti rossoneri. E allora per il bene del Milan, che deve essere al di sopra di tutto e di tutti, Gazidis in quanto primo rappresentante del fondo Elliott, e a scalare anche Maldini che è il responsabile dell’area tecnica dovrebbero uscire allo scoperto, dando un ultimatum a Raiola e quindi a Ibra del tipo: ”o firmate entro domani, oppure non se ne fa più nulla”. In caso contrario, o Ibra ottiene quanto vuole più avanti, non si sa quando, o salta tutto, ma in ogni caso chi ci perde è Pioli. Nella migliore delle ipotesi, se l’attaccante si aggrega ai compagni in ritardo, con i tempi stretti che attendono la squadra, in campo il 17 settembre per la prima gara di Europa League, il lavoro del tecnico non sarà certamente facilitato. Se invece Ibra non tornerà più a Milanello, la situazione sarà ancora peggiore, perché si dovrà cercare un altro attaccante che in ogni caso non basterà perché il Milan va rinforzato anche negli altri reparti. E partire così, tra polemiche e incertezze, non farà bene alla squadra in generale e all’allenatore in particolare, che rischierebbe di pagare se non arrivassero i risultati. Ecco perché mai come in questo momento si valuterà il peso della proprietà, che deve prendere decisioni importanti in tempi rapidi, e il peso dei dirigenti che devono suggerire la rotta da prendere. Ma in ogni caso non si parli si stile, caro Raiola. Perché, prima e dopo la sosta per il covid, l’unico che ha dimostrato di avere stile è Pioli, tra l’altro pagato molto meno di Ibrahimovic. Con o senza i bonus tanto di moda.