Rangnick allenatore del Lipsia: chi era costui? Far sapere a Stefano Pioli che c’è un candidato pronto per la panchina prima del derby non è il massimo. Eriksen mancato milanista, portato a Milanello da Helveg

06.02.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Rangnick allenatore del Lipsia: chi era costui?  Far sapere a Stefano Pioli che c’è un candidato pronto per la panchina prima del derby non è il massimo. Eriksen mancato milanista, portato a Milanello da Helveg

Ralf Rangnick, manager della Red Bull di Lipsia, in Sassonia, è il nome tirato fuori dalla Bild, giornale tedesco sempre in prima linea con le notizie sportive, per anticipare le future scelte del Milan. Le fonti vicine alla proprietà hanno fatto sapere che “c’è grande apprezzamento per il lavoro che Pioli sta svolgendo e che a fine stagione, si farà il punto”. Tradotto dallo “sportivese” significa esattamente questo: trattasi di una notizia che non si può smentire. Che sia uscita a pochi giorni dal derby è responsabilità non certo della Bild, naturalmente, che ha il dovere di pubblicarla, ma di chi ha tessuto la trattativa senza riuscire a tenerla riservata.

Ma adesso entriamo nel merito della questione che è finita momentaneamente nel dimenticatoio. L’estrazione calcistica di Rangnick è tale da risultare in sintonia con i programmi futuri di Elliott per il Milan. È stato uno studioso del Milan di Sacchi, come Klopp è cresciuto alla stessa scuola e con i giovani- raccontano i suoi amici- ci sa fare. Personalmente penso questo: trasferire dalla Sassonia e dal calcio tedesco a Milanello un allenatore straniero, cioè proveniente da un’altra cultura, altra lingua, altra alimentazione è sempre un rischio. Espone il gruppo a un lungo apprendistato. È già fallito l’esperimento con Giampaolo, sarebbe grave se non andasse a buon fine il secondo. Piuttosto, con le stesse caratteristiche del tedesco, c’è nel campionato italiano un allenatore giovanissimo, 41 anni appena, cresciuto nel Milan di una vita fa, che allena con risultati sorprendenti per la qualità del gioco espresso e per il miglioramento ottenuto da qualche elemento (Locatelli su tutti). Si è proprio lui, Roberto De Zerbi che è italianissimo, è passato ai tempi da Milanello con Zaccheroni, ha studiato il calcio di Pep Guardiola ed è maturato facendo la gavetta (Foggia in Lega Pro, Palermo, Benevento) prima di approdare al Sassuolo su segnalazione dello stesso Arrigo Sacchi al suo amico Giovanni Carnevali.

Far sapere a Pioli, che è persona esperta delle dinamiche calcistiche, di essere di passaggio a Milanello a dispetto del risultato finale, non è certo un bel servigio reso al club. Boban in particolare dovrà sforzarsi nelle prossime settimane di essere molto più convincente di quella nota di Elliott per tenere Pioli sotto pressione.

ERIKSEN: di chi la colpa? Nella prima intervista resa alla Gazzetta dello Sport, il nuovo acquisto dell’Inter Eriksen ha svelato un particolare inedito. E cioè che all’età di 15 anni è stato in Italia, a Milanello, a fare un provino per la primavera proveniente dall’Odense. Non ebbe alcuna risposta e la sua carriera prese uno sviluppo diverso. Da un semplice calcolo, l’episodio è riferito al 2007, l’anno di Atene e del mondiale di Yokohama. Sarebbe interessante sapere chi sottopose all’epoca Eriksen al test e per quale motivo fu rispedito al mittente senza dimostrare alcun interesse. Di sicuro, all’epoca, chi per conto del Milan segnalava i talenti danesi era Thomas Helveg.