Rangnick conferma il rallentamento causato dal Covid, ma rimane in pole. Piccole percentuali (in lieve risalita) per Pioli. Jovic-Gotze: certi profili devono esulare dalle regole salariali

04.05.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Rangnick conferma il rallentamento causato dal Covid, ma rimane in pole. Piccole percentuali (in lieve risalita) per Pioli. Jovic-Gotze: certi profili devono esulare dalle regole salariali

Ralf Rangnick, da buon manager d’azienda, sa come dosare le parole e tenere la polvere sotto il tappeto. Sgamato il fatto che avesse un accordo di massima già raggiunto con Gordon Singer, ecco che ha iniziato una serie di marce indietro poco credibili. Alla fine ciò che aveva stabilito con i vertici di Elliott in più video conferenze, alle quali hanno preso parte anche Gazidis e manager del fondo, era ormai stato stabilito. Ma poi è scoppiato il Covid-19 e qualcosa, inevitabilmente, ha subito dei rallentamenti. L’intervista di ieri al MD-Zeitung ha confermato questa versione dei fatti, ma da qui a dire che è saltata ancora ce ne vuole. Molto passa dal destino della Serie A. Se dovesse saltare per aria la stagione, allora sono dell’idea che bisognerebbe ringraziare Stefano Pioli per quanto fatto e mettere tutto e subito in mano a der Kommissar. Non avrebbe senso continuare a tenere Rangnick in naftalina senza dargli la chance di poter programmare le prossime mosse. Vediamo quelli che saranno gli sviluppi, le evoluzioni dell’ennesima – probabile – rivoluzione. Ecco perché le percentuali di Pioli sono risalite per una conferma. Non è fuori dai giochi e con lui non lo sarebbe nemmeno Paolo Maldini che, va detto, nel suo ruolo è cresciuto. Ma ha commesso l'errore della scelta dell'allenatore ad inizio anno, ovvero Giampaolo, che continua ad avere un peso specifico importante nella valutazione del suo operato da parte di chi prenderà le decisioni. Di certo non rimarrebbe, con Rangnick, a fare il pupazzo. Sbugiarderebbe sé stesso in primis qualora dovesse essere così. Ma Rangnick è e rimane la primissima scelta della proprietà. Senza discussioni.

Nomi di mercato ne circolano diversi, ma su due ci sono riscontri. Luka Jovic e Mario Gotze. Partiamo da quest’ultimo. L’indiscrezione lanciata da calciomercato.com ha i suoi fondamenti perché il giocatore ha doti tecniche importanti e sarebbe un innesto di livello, soprattutto se dovesse arrivare Rangnick. Problemone, che si estende a Jovic, legato all’ingaggio: Gotze, alla luce del minutaggio calmierato dell’ultimo periodo, dovrebbe accettare una bella riduzione per rimettersi in gioco in Italia. Luka Jovic viene visto come un tassello interessante sul quale poter poggiare l’attacco del presente e del futuro. Ma bisogna andare a chiedere al Real Madrid di trattare un giocatore che è costato 60 milioni un anno fa e che non può essere svenduto. Una soluzione plausibile – secondo le regole della logica – sarebbe quella di trattare un prestito biennale (alla Rebic) con diritto/obbligo di riscatto già fissato. Anche in questo caso, servirebbe una rinuncia salariale da parte del serbo, ma una cosa deve essere ben chiara a chi farà il mercato e chi gestisce i conti: un attaccante forte va pagato. Non si può pensare di beccare un crack giovane, che prenda al massimo 2,5 milioni e che faccia una valanga di gol. Nemmeno i giocatori buggati su Football Manager lo fanno.

E per permettersi degli obiettivi salariali come quelli, serve liberare spazio nel monte stipendi. Dopo mesi a predicare la riduzione dei costi vivi, in primis gli ingaggi, sarà necessario trovare la via di mezzo. E spenderli bene i soldi che il Milan potrà investire sul mercato. Intanto speriamo che la Serie A riparta (Spadafora basta supercazzole, lo sai anche tu che il calcio è fondamentale per il pil nazionale. Ce lo vedo il governo che destina 500 milioni di euro alle società di A, senza dimenticare quelle di B, C e dei dilettanti che rischiano il fallimento).