Rangnick dt deve trovare un allenatore. Chiede che lui e lo staff siano italiani. Per Ibra è solo una questione di soldi

25.06.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Rangnick dt deve trovare un allenatore. Chiede che lui e lo staff siano italiani. Per Ibra è solo una questione di soldi

Stefano Pioli non è il tipo da credere alle favole. L’ultima sua espressione (“chi deve decidere deciderà, ma si decide in due, deciderò anch’io”) prima di volare a Lecce offrendo una bella espressione calcistica a dispetto di qualche fischio ostile (l’arbitro Valeri è curiosamente uno che dispensa sempre decisioni errate contro i rossoneri), offre la chiave di lettura per provare a decifrare il futuro suo e del Milan. È evidente che l’effetto domino è costituito da Ralf Rangnick: quando il tedesco renderà pubblica la sua scelta, già fatta e condivisa con Gazidis, capiremo tutto il resto. Perché dal punto di vista teorico la vera questione è la seguente: il tedesco con quale ruolo arriverà a casa Milan? Secondo le indiscrezioni più recenti, avrebbe deciso di ritagliarsi il compito di dt e responsabile unico dell’area tecnica in modo di poter influire non soltanto sulla prima squadra ma su tutto il resto dell’attività, dal settore giovanile alla squadra femminile. Questo significa che avrà bisogno di un tecnico di fiducia in grado di realizzare a Milanello e in partita le sue idee e di accogliere gli acquisti da lui segnalati in perfetta sintonia con Moncada che è il suo referente diretto.

Su una cosa c’è da essere sicuri: lo staff tecnico, da allenatore ai preparatori, sarà tutto italiano per evitare che una dose eccessiva di stranieri possa rallentare la partenza della prossima stagione già, calendario alla mano, vicinissima a quella attuale in fase di svolgimento. Sempre sul piano squisitamente teorico, Pioli potrebbe anche restare dunque qualora i due dovessero trovare una qualche affinità calcistica ma la presenza ingombrante gli consiglierà di cercarsi un’altra panchina. Altro aspetto conseguente: con Rangnick sulla poltrona di Boban e Maldini, tanto per essere chiari, è evidente che anche le squadre giovanili e la femminile saranno sottoposti alla revisione del tedesco e magari all’arrivo di allenatori di orientamento simile.

Meno decifrabile è la frase di Massara, pronunciata sempre a Lecce, e riferita alla possibilità che ci sia un domani per Ibrahimovic, cosa molto utile a mio personale e umile giudizio, a dispetto del rapporto burrascoso con Gazidis. Perché il nodo è esclusivamente economico. Se i 6 milioni netti l’anno sono la linea del Piave di Zlatan è evidente che Elliott non si piegherà al diktat e anzi chiederà a Gazidis di tagliare velocemente il cordone ombelicale con lo svedese. Cosa diversa sarebbe invece una trattativa impiantata non già sui soldi ma sui programmi e su eventuali ruoli futuri.

Ultima annotazione: la prova eccellente di Castillejo a Lecce è la conferma che il famoso giudizio di Paolo Maldini (lo definì la sorpresa del mercato 2019) era azzeccato. E che da uno come lui è possibile ora chiedere ulteriore conferma, senza fermarsi a una sola promettente esibizione.