Rangnick-Milan: due incontri invernali. I dubbi di Ralf e la posizione di Pioli. Cessione del club, Ibra e Donnarumma: il punto ad oggi

23.03.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Rangnick-Milan: due incontri invernali. I dubbi di Ralf e la posizione di Pioli. Cessione del club, Ibra e Donnarumma: il punto ad oggi

Zvone Boban diceva la verità. La proprietà del Milan, per due volte tra novembre e dicembre 2019, ha incontrato Ralf Rangnick in quel di Londra. E in entrambi gli incontri era presente Gordon Singer, che da questi due colloqui con il vate tedesco si è convinto che lui possa essere la scelta giusta. La conferma del doppio rendez-vous è importante e strumentale, perché avvalora quanto affermato da Zorro nella sua ultima intervista alla Gazzetta dello Sport. Nelle scorse settimane, nel pieno delle indiscrezioni, dal club era stata rafforzata la posizione di Pioli, ma è evidente che si trattava di una situazione parziale o frutto dell’evoluzione dei fatti. Questo lo scopriremo quando verrà decretata la parola fine a questa stagione. Pioli non è ancora fuori dai giochi, anche perché Rangnick – che è ancora la prima scelta della proprietà – ha manifestato delle perplessità, soprattutto sul budget per il mercato che sarebbe stato sforbiciato del 30%. Ma tale indicazione è strettamente correlata al momento che sta vivendo l’economia mondiale e anche al fatto che, inevitabilmente, i prezzi dei cartellini dei calciatori sono destinati ad abbassarsi e, probabilmente, a tornare ad avere delle valutazioni più umane dopo le pompate degli ultimi 5 anni, delle quali è stato anche “vittima” il Milan ed il suo bilancio, ma questa è un’altra storia. Il coronavirus, al momento, sta bloccando tutto anche in fase programmatica. Paolo Maldini e il figlio Daniel, risultati positivi al Covid-19, hanno superato la fase dura ma il DT rossonero, ovviamente, ha avuto ben altro a cui pensare. In primis a sé stesso, ma anche alla squadra, avendo tenuto costanti i rapporti con Massara e Pioli. La speranza è che non vi siano troppi casi dentro la società, anche se le voci che circolano dicono purtroppo altro. E qui è giusto fermarsi, perché non si può e non si deve speculare sulla salute delle persone, né fare la caccia al nome degli eventuali positivi. Perché se fossero calciatori, farebbero notizia, se fossero dei dipendenti del club che si rompono la schiena in quel di Casa Milan, potrebbe passare inosservato. E siccome di casi nella squadra, ad oggi, non ce ne sono ancora stati, è giusto chiudere qui l’argomento.

In molti, nelle Q&A che abbiamo proposto sull’account Instagram di MilanNews.it, ci avete posto i seguenti quesiti:

Elliott vende il Milan ad Arnault?

Ibra va via o rimane?

Che ne sarà di Donnarumma?

Varie ed eventuali sui singoli e sull’allenatore.

Detto della panchina, proviamo a fare il punto della situazione sugli altri tre punti:

Elliott non venderà il Milan al magnate francese Arnault. Non ci sono state nemmeno delle chiacchiere con gli advisor né, tantomeno, una richiesta di due diligence per controllare i conti. Il fondo anglo-americano sta proseguendo nella sua strada di risanamento dei conti per rendere più snello il bilancio rossonero e per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario. Elliott venderà il Milan solo quando avrà la certezza – anche attraverso il progetto stadio – di poter generare un profitto o andare almeno a pari di quanto ha immesso per tenere in piedi il club.

Ibrahimovic può lasciare il Milan. Lo svedese è rimasto parecchio turbato dal licenziamento di Boban, che lo ha voluto fortemente in rossonero. Sa di essere un punto di riferimento per la squadra, ma non ha gradito le spiegazioni di Gazidis tanto è vero che, in un paio di circostanze durante il discorso dell’ad prima di Milan-Genoa, gli ha esposto il suo punto di vista anche con toni diciamo decisi.

Gigio, ogni volta che legge che può lasciare il Milan, si arrabbia. Da ciò che mi risulta, non ha mai alzato il telefono per chiedere a Raiola di andare via. Ama il Milan e vorrebbe continuare, ma giustamente si augura che ciò possa avvenire con un progetto finalmente chiaro. Di certo c’è che il rinnovo del contratto sarà arduo, ma non perché lui sia attaccato ai soldi, ma perché Raiola sa fare il suo mestiere e vorrà che il Milan riconosca il reale valore di Donnarumma, che oggi è tra i top 10 portieri al mondo, per non dire top 3.

Theo Hernandez e Rebic hanno attirato sì la curiosità di diversi club, ma danno priorità al Milan.

Per il resto, l’invito è sempre quello di non fare cazzate e di stare a casa. È dura per tutti, ma solo così potremo tornare a parlare del nostro Milan.