Rangnick-Milan, stop forzato ma non definitivo. Il duro compito del reparto commerciale rossonero e le prime linee sul prossimo mercato

30.03.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Rangnick-Milan, stop forzato ma non definitivo. Il duro compito del reparto commerciale rossonero e le prime linee sul prossimo mercato

La settimana che si è appena conclusa, la terza passati barricati in casa dopo il lockdown imposto dal Governo, è stata un po’ pesante. Perché trovare di che parlare in questo spazio è diventato complicato perché senza il calcio giocato, la difficoltà aumenta sensibilmente. Mentre per le altre società si leggono o ipotizzano scenari di mercato in entrata, per quanto riguarda il Milan sembra che tutto sia, inesorabilmente, fermo. Uno stallo totale, in tutte le aree del club, che riduce i temi di discussione. I temi sono sempre quelli, triti e ritriti, anche perché la pista Ralf Rangnick è in fase di raffreddamento, come già riportato sette giorni fa. Raffreddamento che non vuol dire che sia saltata, sia chiaro, ma tutto è rallentato. E in società, sembrerà strano dirlo, c’è chi sta provando a fare i conti per capire che tipo di impatto avranno queste settimane senza introiti.

Si, perché anche l’azienda Milan sta vivendo una fase di lockdown. Gli store sono chiusi, le partite non si giocano e crollano gli incassi da match day e anche i detentori dei diritti tv stanno cercando di capire, nelle loro sedi legali, se elargire o meno le rate da destinare alle società per quanto riguarda l’acquisizione delle partite. E anche gli sponsor sono fermi, perché non potendo produrre, è difficile anche pensare a nuovi ingressi. Gazidis, da quanto risulta, ci stava lavorando insieme al suo team, che da mercoledì avrebbe dovuto abbracciare anche uno degli ultimi innesti, ovvero il danese Alex Rasmussen proveniente dal Copenhagen. Ora più che mai, questo compartimento dovrà riuscire a superare le vicissitudini e dovrà cercare di lavorare per contenere i danni e poi provare a rialzare l’asticella dei ricavi che non derivino dalla cessione dei calciatori. Non il massimo per un club che deve, tassativamente, alzare l’asticella dei ricavi e abbassare quella dei costi.

Il coronavirus, di certo, avrà un impatto anche sul calciomercato con i prezzi e gli ingaggi che torneranno ad abbassarsi (al momento in casa rossonera non è al vaglio un taglio degli stipendi dei giocatori, ma non è da escludere che ciò avvenga in maniera concordata tra le parti) e questo potrebbe essere uno spunto per chi dovrà gestire i prossimi acquisti. Il Milan opera in un regime di semi-autosostenibilità del proprio mercato, come accaduto la scorsa estate con la cessione di Cutrone che ha permesso di annullare – vista la plusvalenza – l’impatto a bilancio del primo anno di ammortamenti dei vari Theo, Bennacer, Krunic, Duarta e così via. Sarà una regola, dove la produzione di plusvalore potrà dare maggior forza in sede di spesa. Ma occhio, perché bisogna saper vendere e non per forza i campioni. Vedremo, con la speranza che questo incubo che ci ha tolto la normalità delle nostre vite, possa finire quanto prima.