Rangnick peggio di Giampaolo con una squadra da rifare e una società da collaudare. Eppure il coronavirus paradossalmente aiuta

24.03.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Rangnick peggio di Giampaolo con una squadra da rifare e una società da collaudare. Eppure il coronavirus paradossalmente aiuta

Comunque finisca questa stagione, ammesso che finisca sia pure in ritardo e non venga sospesa e annullata per sempre, il Milan ha il dovere, prima del diritto, di pensare al futuro. E quando si scrive Milan bisogna pensare a chi lo dirige dall’alto, non dai piani inferiori dove rimarrà ancora per poco Maldini. Via libera, quindi, alla fantasia e all’abilità di papà Singer e figlio, e soprattutto di mister Gazidis e della sua nuova schiera di collaboratori, ovviamente tutti stranieri. Per la prima volta solo al comando, il dirigente sudafricano dovrà pensare a rinforzare, o meglio a rifare, la squadra perché servono un esterno destro in difesa, un centrale, due centrocampisti, due punte e un esterno d’attacco, al posto dei vari Conti e Calabria, Musacchio e Duarte, Kessie e Paquetà, Krunic e Bonaventura, Ibrahimovic e Rebic. Per non parlare del nuovo portiere se, come pare, Donnarumma verrà (s)venduto perché  6 milioni netti di ingaggio sono troppi. Non sarà facile liberarsi di molti giocatori sotto contratto che nessuno ha voluto l’estate e l’inverno scorso, ma sarà ancora meno facile trovare sostituti migliori con stipendi inferiori, a maggior motivo senza i rapporti e le conoscenze con i procuratori italiani e stranieri. L’operazione è già fallita alla coppia MiraFax, che aveva strapagato Biglia e compagni creando un’ulteriore voragine nel bilancio, senza migliorare la qualità della squadra.

Ora toccherà a Gazidis e il tempo che ha bocciato in fretta Mirabelli e Fassone giudicherà anche lui, mai come stavolta senza più alibi. Nell’attesa, però, si può già dire che Rangnick, visto che Pioli andrà via anche se meriterebbe la conferma, avrà un compito ancora più difficile di quello che toccò a Giampaolo. Prima di tutto perché, arrivando dalla Germania, non può conoscere il campionato italiano come lo conosceva l’ex allenatore del Milan. E poi perché, più ancora di Giampaolo, dovrà lavorare con una squadra da ricostruire, bene o male si vedrà. Un discorso che può valere anche per un eventuale nuovo allenatore italiano, perché non è facile per nessuno incominciare da zero, se non da sottozero. Eppure, paradossalmente ma non troppo, questa crisi causata dal coronavirus potrebbe aiutare Gazidis e soci nella preparazione della prossima stagione. Intanto la lunga sosta forzata dovrebbe consentire di pianificare senza fretta ogni dettaglio, allacciando nuovi rapporti nel mondo del calcio, anche se è evidente che tutto dovrebbe essere concordato con l’allenatore della prossima stagione.

Tra tanti dubbi, l’unica certezza è relativa all’abbassamento dei costi, perché i contratti per i nuovi giocatori saranno al ribasso, con minori difficoltà rispetto al recente passato. Programmare bene, quindi. Questo è il primo segreto, ma non l’unico. Perché l’altro segreto, ancora più importante, si chiama competenza, a livello dirigenziale, economico e tecnico, per scegliere e poi prendere giocatori giusti ai prezzi giusti. Ma per quello che si è visto, anzi non si è visto, negli ultimi anni rossoneri, nessuno ha capito l’importanza di questi segreti.