Rangnick presente, il futuro è cominciato, ma onore a Pioli. Prati, un santo in tempo di miracoli

26.06.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Rangnick presente, il futuro è cominciato, ma onore a Pioli. Prati, un santo in tempo di miracoli

Se qualcuno si fosse chiesto (e qualcuno lo ha chiesto eccome...) quale sia l'obiettivo del Milan in questi 40 giorni di partite a raffica, le risposte sono arrivate dal campo. Per una volta, nette, chiare, precise: la squadra ha una dignità e un orgoglio che intende dimostrare da qui al 2 agosto, puntando a fare più punti possibile per riconquistare l'Europa. Circa un anno fa, c'è chi esultò per la rinuncia all'Europa League allo scopo di sedare i capricci isterici dell'Uefa sul suo fazioso, nebuloso, incostituzionale Fair Play. La famiglia Singer era pronta a dare battaglia, ma prevalse la linea della diplomazia. Ebbene, io senza le coppe non ci so stare. Io il Milan a casa nei turni infrasettimanali lo soffro tremendamente, e il mio dolore è solo in parte alleviato dalle imprese internazionali dell'altra squadra milanese. Troppo poco per godere.

Juventus e Lecce hanno detto che i rossoneri hanno anima e carattere, che non sono disposti a un ruolo di controfigure in questo finale di stagione inedito e cervellotico: gli orari delle partite sono un attentato al buonsenso e all'intelligenza, con uno scarso rispetto per la gente - come al solito - perché giocare alle 17.15 con 33-34 gradi oppure alle 21.45 nelle serate feriali, quando il giorno dopo ci si alza per andare a lavorare, è davvero poco serio. In 10 contro 11 per 75' contro la Juventus, in Puglia lunedì sera la situazione si era complicata quando Valeri ha regalato alla squadra di Liverani il primo e ultimo tiro in porta della partita. Ma a testa bassa siamo ripartiti, conquistando una delle vittorie più belle degli ultimi tempi. Senza attacco, esattamente come nel settembre 2018 quando vincemmo l'ultima partita in trasferta (a Sassuolo) segnando 4 gol. Se Calahnoglu è stato il vero protagonista in Via del Mare, quello che hanno dato Rebic e Castillejo, Kessie, Conti e Bennacer in particolare è stato davvero incoraggiante. L'atteggiamento è quello giusto. Se poi ricomincerà a dare una mano Ibra e scenderà dal trono sua maestà Leao, che potrebbe essere utile tanto quanto - anche per capirne il futuro - potremo davvero sperare di riagganciare l'Europa. Pioli lo merita per la sua serietà, professionalità abnegazione.

Rangnick si fa sentire, già parla con i giocatori e già concerta con la società. Il futuro è cominciato: non so dire davvero se sia l'uomo giusto al posto giusto. Ci spero con tutta l'anima e glielo auguro. Riporta comunque quella compattezza, nel tracciare la via, che in questo club manca da troppo tempo. Remare a ritmo, tutti insieme, per andare nella stessa direzione, potrebbe essere quella svolta che aspettiamo dal 2013, quando il sole è tramontato.

Omaggio a Pierino Prati, il santo preferito nell'epoca in cui Gianni Rivera faceva i miracoli. Uomo buono e umile, calciatore completo ma non troppo fortunato nel finale di carriera, ha scritto pagine di gloria che resteranno per sempre negli annali e nei nostri cuori. Ciao peste, hai visto quanto ti volevamo bene...