Rangnick solo dirigente? Un peccato non confermare Jack. L'Europa League...

28.06.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Rangnick solo dirigente?  Un peccato non confermare Jack. L'Europa League...

Spifferi, sussurri e indiscrezioni anche autorevoli (come quella del collega Franco Ordine in settimana proprio su Milannews.it) raccontano di perplessità di Rangnick sul doppio ruolo dirigente-allenatore. Il tedesco non vorrebbe sedersi in panchina, scenario che vi avevamo raccontato anche qualche mese fa in un editoriale. Difficile però individuare un tecnico (ne vorrebbe uno italiano) che possa realizzare in campo le idee di gioco del manager, difficile che questo possa essere Stefano Pioli, lontano anni luce dal credo tattico di Rangnick.

Da un lato quest'ultimo in panchina rappresenterebbe un rischio in quanto non conosce il campionato italiano con le sue insidie e le sue sfumature. Dall'altro provare un nuovo allenatore al posto suo rischierebbe di aumentare le difficoltà e di non avere un progetto chiaro e ben definito con un'unica idea comune a tutte le componenti. Resto comunque del parere che alla fine il tedesco accetterà il doppio ruolo e sarà dirigente e anche allenatore, ma navighiamo a vista.

In tutto questo va evidenziato che il 4-2-3-1 sta dando buoni frutti e che può dare soddisfazioni anche per il futuro, Rangnick permettendo. Per lui è un dogma la difesa a quattro, mentre davanti 'ci si può lavorare'. L'ideale sarebbe affiancare a Bennacer un centrocampista alla Bakayoko, nonostante le ultime buone prestazioni di Kessie, che resta uomo mercato per monetizzare o pedina di scambio per arrivare ad altri giocatori.

Nel reparto è un vero peccato che non venga presa in considerazione la permanenza di Bonaventura, uno dei pochi centrocampisti con i gol nei piedi e i colori rossoneri nella testa e nel cuore, uno dei pochi a poter trasmettere ai nuovi che cosa significa indossare quella maglia.

Pomeriggio contro la Roma c'è la possibilità di accorciare la classifica e avvicinare l'obiettivo Europa League, ultimo 'stimolo' rimasto alla squadra. Traguardo comunque non imprescindibile soprattutto in vista di una stagione, la prossima, che avrà una densità di partite superiore. Vero che si torna grandi gradualmente, passo dopo passo, ma concentrarsi solo sul campionato e non giocare il giovedì questa volta potrebbe essere cosa buona e giusta, considerate anche le difficoltà fisiologiche di un progetto così impegnativo come quello firmato Ralf Rangnick.