Rangnick studia come non disperdere il lavoro di Pioli. Mercato 2019: dalle ironie all'esaltazione. Forse servivano tempo e Ibra per farlo decollare

20.07.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Rangnick studia come non disperdere il lavoro di Pioli. Mercato 2019: dalle ironie all'esaltazione. Forse servivano tempo e Ibra per farlo decollare

Il Milan di Stefano Pioli continua a tritare gli avversari e a divertire. Non capisco l’ostruzionismo di un’ala del tifo rossonero verso il lavoro dell’attuale allenatore, alimentato dal timore che possa essere confermato alla guida della squadra anche la prossima annata. Elliott ha scelto Ralf Rangnick e sarà lui il capo, in campo e fuori, e difficilmente ci sarà una coabitazione con Pioli. Perché se il Milan non dovesse andare bene, ci sarebbe sempre il “gufo sulla spalla” di Ralf su quella di Stefano. Ma rendiamogli merito di quello che sta facendo. Sta portando il Milan in Europa League, ha vinto i big match che mancavano da anni all’appello delle vittorie, ha fatto elevare il livello delle prestazioni di diversi giocatori e sta gestendo al meglio Ibrahimovic, al netto di quelle che sono le lamentele dello svedese che vorrebbe giocare di più. Arriviamo al 2 di agosto con calma e vedremo come finiremo la seconda parte del campionato, perché l’aggancio alla Roma è possibile e il Milan, nonostante abbia Sassuolo e Atalanta sulla sua strada, non ha paura di due squadre che stanno altrettanto bene. Ma Rangnick non dovrà depauperare il lavoro fatto da Pioli e, non a caso, sta studiando da molto vicino tutte le partite della sua prossima squadra. Sarebbe ingenuo e delittuoso cancellare tutto di nuovo.

La rivalutazione dei giocatori, poi, è altrettanto evidente. Un anno fa, sui social, in tanti si lamentavano (di default) di alcuni acquisti, Su Bennacer, ad esempio, si leggevano commenti tipo: “Come si fa a prendere uno retrocesso con l’Empoli”. O su Theo si ironizzava sul fatto che, in Spagna, avesse fatto delle uscite non convenzionali (festa con i nani tirata fuori come esempio), mentre ora si osanna il terzino come uno dei più forti in circolazione. Ci vuole calma e non emettere sentenze preventive. Bisogna dargli il tempo, a questi giocatori, di entrare nei meccanismi e fare delle belle cose oltre che vedere aumentare il loro valore di mercato. Idem con Rebic. Insomma, ci voleva tempo, ma i risultati sono arrivati sia per le qualità dei giocatori sia per il lavoro di Pioli sia perché è arrivato un certo Ibrahimovic a tenere tutti sulla corda. Un’alchimia che ci sta regalando un post lockdown da urlo e che deve essere portato a termine nel migliore dei modi. E a loro si aggiungono anche i vari Kessie, Calhanoglu, Saelemaekers, Kjaer e Castillejo. Tutti calciatori che si sono rivalutati e che hanno un’altra considerazione, interna ed esterna, da parte di tutti.

Ma è su Rebic che è giusto soffermarsi. Arrivato nello scambio con André Silva, il croato ha pagato tantissimo il modo di lavorare di Giampaolo e il primo periodo con Pioli non è stato positivo. Boban lo ha sempre spronato e portato a credere nei suoi mezzi. A gennaio, con l’Udinese, è esploso e da lì non si è più fermato. Ed è diventato l’uomo che mette le partite in ghiaccio come accaduto con Lazio, Juventus e Bologna. Dopo la gara con i bianconeri, è arrivata la telefonata di Boban che si è complimentato con lui. Adesso il Milan e l’Eintracht stanno studiando come imbastire lo scambio con dentro André Silva. Ma anche lui andava aspettato.